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SCOPRIAMO LA BANDA

Progetto a cura di Sergio Negretti e Enio Esti


L’Associazione Filarmonica "Isidoro Capitanio" Banda Cittadina di Brescia con il patrocinio dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Brescia, organizza un percorso didattico rivolto agli alunni delle classi IV e V elementare iscritti nelle scuole del territorio della città di Brescia.
Le finalità del progetto sono  di far conoscere agli alunni della scuola dell'obbligo, l'organizzazione, gli obiettivi culturali e socio educativi di un'associazione bandistica, inoltre di far vivere agli alunni un'esperienza musicale unica nel suo genere.
Gli obiettivi educativi che il progetto si ripropone di raggiungere sono:

  1. Aspetti di organologia
  • Conoscenza degli strumenti musicali che costituiscono l'organico di un orchestra di fiati (banda musicale)
  • Conoscenza del repertorio musicale bandistico
  1. Aspetti legati alla direzione
  • Conoscenza della funzione del direttore musicale in un grande organico strumentale quale la banda
  • Conoscenza del significato del linguaggio gestuale del direttore
  1. Aspetti legati alle attività didattiche
  • Conoscenza dell'organizzazione dei corsi di educazione musicale e di strumento musicale interni alla banda
  • Conoscenza della pratica musicale tramite la proposta di brevi ma significative esperienze con l'uso di uno strumentario didattico
  1. Aspetti di carattere culturale
  • Conoscenza delle origini della banda musicale e della sua evoluzione nel corso della storia
  1. Aspetti legati al contesto sociale
  • Conoscenza della funzione sociale delle realtà musicali amatoriali quali le bande
  • Conoscenza delle capacità di divulgazione educativo musicale delle realtà bandistiche diffuse sul territorio

La metodologia utilizzata consiste in:

  1. Attività pratiche di gruppo
  • Compilazione di schede didattiche riferite alla conoscenza degli strumenti musicali utilizzati nella banda
  • Compilazione di schede didattiche riferite alla storia della banda
  • Compilazione di schede didattiche riferite al ruolo del direttore
  • Esperienze di musica d'insieme con strumentario didattico a percussione
  • Presentazione dal vero di alcuni strumenti appartenenti all'organico della banda
  1. Attività teoriche
  • Ascolto di brani musicali riproducenti il suono di singoli strumenti o dell'intero organico della banda
  • Video ascolto di una registrazione riproducente esempi di bande in prova o in concerto
  • Video ascolto di una registrazione riproducente i singoli strumenti utilizzati nella banda
  • Utilizzo al computer di un CD sugli strumenti musicali

Il percorso didattico:

È costituito da due incontri della durata di due ore ognuno da tenersi in due mattine diverse presso la nostra sede di Via Odorici

  1. Primo incontro

  • Accoglienza degli alunni e visita della struttura che ospita la sede della banda cittadina

  • Spiegazione dell'organizzazione delle attività concertistiche della banda e del funzionamento della sua scuola

  • Conoscenza da parte degli alunni di alcuni strumenti della banda attraverso l'esecuzione da parte degli strumentisti.

Facciamo la Banda 1
Gli alunni vengono coinvolti in una breve attività didattica a carattere musicale durante la quale saranno tutti guidati ad esprimersi suonando uno o più strumenti didattici a percussione su alcune canzoncine tratte dai metodi didattico-musicali Kodaly e Roberto Goitre

Alla fine dell'incontro ai maestri saranno consegnati due nastri magnetici contenenti:

  • Un percorso d'ascolto sugli strumenti della Banda musicale

  • Tutti i 50 canti per bambini del metodo corale Kodaly eseguiti al pianoforte ed una selezione degli stessi eseguiti da una I classe media

  • un cd contenente:

  • La registrazione del concerto tenuto dalla nostra banda l'1/06/02 presso l'Auditorium S. Barnaba e rivolto ai bambini che hanno seguito la prima edizione del progetto «Scopriamo la banda».

  • Un Opuscolo (formato PDF 2.393Kb) autoprodotto contenente delle schede di conoscenza degli strumenti musicali della banda musicale.

  1. Secondo Incontro

  • Gli alunni sono coinvolti in attività e giochi che richiedono la compilazione di schede didattiche sugli strumenti musicali, sulla banda e sulla figura del direttore

  • Utilizzo di un cd sugli strumenti musicali

  • Visione di un filmato realizzato dalla nostra associazione ove è possibile vedere e ascoltare singolarmente tutti gli strumenti musicali costituenti una Banda.

Facciamo la Banda 2
Gli alunni vengono coinvolti in una nuova attività didattica con l'uso di strumentario didattico a percussione che potranno suonare insieme ad alcuni strumentisti della banda.

  1. Terzo e quarto incontro da tenersi presso la scuola elementare

  • Gli alunni vengono coinvolti in attività di musica d'insieme:

  • L'operatore durante il primo incontro propone un repertorio didattico adatto da somministrare agli alunni e interviene sulle classi coinvolte per un primo approccio con i brani musicali scelti

  • Gli insegnanti portano avanti con le classi lo studio del repertorio

Facciamo la Banda 3
Durante il secondo incontro gli alunni si esibiscono nel repertorio studiato suonando e cantando accompagnati dall'operatore e da alcuni strumentisti della Banda Cittadina di Brescia

 

ESEMPIO DI UNITÀ DIDATTICHE SULL'INVENZIONE DI FIABE ISPIRATE A TESTI DI CANZONCINE

TITOLO: COSTRUIAMO UNA FIABA

Allo scopo di contribuire con idee didattiche utili all'esperienza diretta con la musica in un contesto interdisciplinare vengono di seguito proposte 2 fiabe musicali. Queste fiabe possono essere costruite:

  • attenendosi fedelmente ai testi proposti e alla realizzazione del commento sonoro indicato nei metodi guida

  • attenersi fedelmente ai testi proposti e integrare il commento sonoro con il contributo di un gruppo ristretto di strumenti a fiato (es. flauto traverso, oboe, clarinetto, 2 chitarre).

  • reinventando la fiaba o ideandone una nuova utilizzando le stesse musiche oppure altre contenute nei metodi guida oppure di libera scelta o invenzione

  • mantenendo testi e musiche scelte integrando il tutto con altri commenti musicali eseguiti dal vero da strumentisti della banda

  • ecc. ecc. ecc. le possibilità possono essere infinite. La fantasia serve a questo!

 

ESEMPIO N°1

Testo di riferimento: METODO CORALE KODALY - 50 CANTI PER BAMBINI, Versione italiana di Davide Liani ed. Carisch per concessione dell'editore Boosey e Hawkes di Londra

Il procedimento consiste nell'individuazione di alcune semplici canzoni contenute nel testo di riferimento. Attraverso l'uso dei testi risulta possibile inventare una storiella insieme agli alunni della classe. Le canzoni, basate su poche note facilmente intonabili, possono, altrettanto facilmente, essere accompagnate con semplici ritmi e ostinati eseguibili su qualsiasi strumentario didattico a disposizione della scuola. Il tutto può quindi essere unito, dando così vita ad alcune piccole drammatizzazioni.

PRIMA FIABA - ESEMPIO:

DUE ORSI, UN ORSACCHIOTTO E TANTI ORSETTI!
(Ideazione e testo narrativo di Sergio Negretti).

PRIMO LETTORE:
Un giorno, in un tempo lontano, in un paese lontano sopraggiunse l'inverno. Ma non uno di quegli inverni normali, con freddo normale, neve normale e ghiaccio normale, bensì uno di quegli inverni talmente freddi, talmente nevosi e talmente ghiacciati che viene freddissimo solamente a ripensarci.
Fu così che quel giorno, di quel rigido inverno appunto, l'Orso Gigio (chiamato dagli amici intimi anche Orsogio o Gigiorso)., stranamente risvegliatosi dal proprio letargo si accorse improvvisamente di non avere più sonno. Bisogna sapere che il Gigio in questione era un orso alquanto irascibile ed inoltre non c'era niente che lo potesse mandare su tutte le furie come risvegliarsi nel più rigido inverno e, quel ch'è peggio, accorgersi di non avere più un briciolo di sonno. Fulmini e saette! Gigio cominciò a produrre versi di rabbia talmente rabbiosa da svegliare l'intera foresta. E pensare che il nostro amico orso, se lo si faceva ballare, diventava l'animale più allegro e mite di tutti. Ma chi avrebbe potuto indurlo a ballare in quella desolante solitudine nel mezzo di quel nero inverno?

CANZONE N°1 (Pag.13).
Quando l'orso è infuriato fuggi via a perdifiato.
Quando balla allegramente puoi guardarlo ma prudente.

SECONDO LETTORE:
Il problema vero era in ogni caso determinato da quel cattivo e lungo inverno. D'inverno, si sa, tutti gli animali e tutti gli uomini amano rimanere rintanati nelle loro case al calduccio. «Come è possibile che mi sia risvegliato prima della primavera?» pensava fra sé e sé il povero Gigio. «Anche se uscissi dalla mia tana, per passare il tempo, non incontrerei sicuramente nessuno» diceva sconsolato l'orso.
D'inverno, infatti, non si trova in giro quasi nessuno nella foresta. Niente canti, niente feste. Pensate che anche i fiori sono a dormire e, quel che è ancor peggio, manca il calore. C'è solo ghiaccio e tuttalpiù un poco di brina.

CANZONE N°2 (Pag.38).
Com'è triste la foresta senza canti senza festa.
Pure i fiori sono a dormir, senza calor, senza fiorir.
Anche i rami son ghiacciati, l'erba è scura là nei prati.
E la gazza chiede perché, nel nido suo caldo non c'è.
Ma la brina le risponde: «Or l'inverno si diffonde.»

TERZO LETTORE:
Gigio decise, nonostante il freddo, la neve, il ghiaccio e perché no, nonostante tutto, di uscire a fare un giretto di perlustrazione nella foresta. «Chissà che non incontri qualche amico» disse e aggiunse «Dopotutto può essere che qualcun altro soffra d’insonnia da queste parti.» Detto questo si avviò all'ingresso della tana con il preciso intento di spostare il pesante masso che serviva da porta alla sua calda casetta.

«Ahhhh…» si sentì improvvisamente. Il verso proveniva dal fondo della tana e sembrava proprio un bello sbadiglio. « Cosa succede paparino?» disse una vocina mezza assonnata. «Niente, niente caro continua a dormire» rispose l'orso. «Ma tu sei sveglio????» continuò la stessa vocina con gran sorpresa, come se avesse visto una schiera di fantasmi che fanno la doccia. «Si, si, sono sveglio, e allora?» rispose Gigio con voce forte e collerica. «Tu, invece, faresti meglio a dormire, piuttosto… che... che… fare inutili domande, altrimenti potrebbe venirti fame!» Alla parola fame, dal fondo della tana si levò improvvisamente un nugolo di polvere e in un battibaleno ecco pararsi in piedi davanti a Gigio in tutta la sua «bassezza» (intesa come piccolezza). un simpatico orsacchiotto che rispondeva al nome di Gigetto (per gli amici Gigiacchiotto). e che altri non era che il figlioletto dell'orso Gigio.
«Fame Papi, sì tanta fame, miele….latte…biscotti….Pappaaaaaaa!!!!» cominciò a strillare Gigetto mentre il padre cercava di calmarlo facendo ricorso al suo potente vocione.
«Basta Gigetto, è ancora inverno, quindi troppo presto per mangiare e..e..e poi lo sai vero che tutti gli ultimi denari li abbiamo spesi per far riparare dal sarto le nostre pellicce per poterci così scaldare durante il letargo», aggiunse l'orso con tono deciso, anche se un poco triste.

CANZONE N°3 (PAG.15).
L'orsacchiotto vuol comprare latte e miele da mangiare.
Ma comprando quel più caro spende tutto il suo denaro.
Un bel giorno deve andare la pelliccia a riparare.
Ma il buon sarto deve dire: «Questo costa cento lire.»
L'orsacchiotto che può fare se non ha di che pagare?
Or l'inverno si avvicina che disastro che rovina.

QUARTO LETTORE:
Gigetto, una volta scoperta l'intenzione del padre di andare a fare un giretto e pensando che questa poteva essere una buona occasione per rimediare qualcosa da sgranocchiare, tanto fece e tanto disse che l'orso alla fine acconsentì a portarlo con sé nella foresta. E fu così che Gigio, dopo avere rimosso con le sue possenti zampe il pesante masso che ostruiva l'ingresso alla tana e caricato sulle spalle il piccolo Gigetto, si decise ad avventurarsi all'esterno per una perlustratina fuori stagione del territorio. Ma non aveva ancora messo il grosso naso fuori di casa che una potente raffica di vento lo investì con tale forza da farlo ruzzolare per terra dentro la tana.

CANZONE N°4 (PAG.3).
Vento fffuh!
Spingi di più,
la mia tana fai girar,
debbo ruzzolar.

QUINTO LETTORE
L'orsacchiotto era stato sbalzato dalle spalle del padre e rotolando era finito nuovamente nel suo lettino ancora caldo. Papà Gigio, invece, cadendo aveva battuto il capoccione e subito rialzatosi girava su se stesso come un ubriaco. «Oh che bello, vedo le stelle del firmamento…..guarda, guarda Gigetto, le stelle fanno brillare i prati…» diceva l'orso come in preda ad un delirio. «Paparino cosa dici mai?» rispose l'orsacchiotto perplesso. Ma l'orso, sempre barcollando, «Senti, senti: è un bel venticello estivo… dolce… m'accarezza il viso…»

CANZONE N°5 (PAG.5).
Stelle fan brillare i prati, bello è qui sognar sdraiati.
Sopra un bel cuscino d'erba, sotto il mantello della sera.
Spira un bel venticello estivo, dolce m'accarezza il viso.

SESTO LETTORE
L'orso continuava a girare su se stesso canticchiando in modo strampalato mentre Gigetto, rialzatosi dal proprio lettino, cercava inutilmente di ricondurlo alla realtà. «Papino…ma…papino la vuoi smettere di ballare come un matto?» diceva l'orsetto rivolto al padre. Ma tutto sembrava inutile, l'orso continuava a trotterellare intorno alla tana come fuori di sé.
In quel mentre si udì provenire dall'esterno una gaia musichetta. Sembrava il suono di un'orchestrina. Come poteva essere possibile, pensava Gigetto. In questo freddo inverno chi mai potrà essere che se ne va a suonare per la foresta. «Trallallà... trallallà…com'è bello ancor ballar…trallallà…trallallà... su balliamo insieme» cantava una voce proprio fuori l'ingresso della tana dei due orsi. «Chi è là? Chi canta tanto allegramente?» chiese l'orsacchiotto. «Da dove viene questa vocina?» si sentì dire in tutta risposta l'orsetto. «Sono Gigetto figlio di Gigio» aggiunse l'orsacchiotto. «Gigetto, ah sì? E… e…dove sei che non ti vedo?» «Sono dentro la tana, l'ingresso è proprio davanti a voi, …aiutatemi perché il mio papà deve avere perso qualche rotella…continua a ballare intorno e a canticchiare come un….un..uno scimmiotto…ecco!» «Gigio, il mio caro amico Gigio è lì con te? So io come farlo tornare alla realtà. Vedrai Gigetto» disse l'orso Roso (per gli amici Rosorso). perché proprio di lui si trattava, e aggiunse «Gli canterò la ballata di Babbo Orso Gambalunga, sentendo questa si risveglierà, bene ballerà e non più come uno scimmiotto canterà! Orchestra, via con la musica!»

CANZONE N°7 (PAG.12).
Babbo gamba lunga traballando avanti viene
ma la gamba si spezzò: mise male un piede.
Triste e sconsolato lo portaron dal dottore
«or la gamba ingesserò, sentirà dolore!»
Deve sempre stare a letto con la gamba tesa,
caramelle deve aver nella lunga attesa!
Dopo un mese dopo un dì la gamba fu guarita
a ballare ritornò e così è finita.

SETTIMO LETTORE
L'orso Gigio nel sentire la sua canzone preferita si scosse immediatamente e rivoltosi al figlioletto disse «Dove siamo, cosa succede? Chi è che sta cantando là fuori?» Detto ciò riprese il masso con tutte le sue forze e lo tolse definitivamente dall'ingresso scaraventandolo sul fondo della tana come fosse stato un fuscello. Quindi preso per mano Gigetto uscì dalla tana.
Una luce chiara unita ad una nuova gelida folata di vento freddo investì improvvisamente i due orsi lasciando Gigetto letteralmente di ghiaccio. Allora Gigio rivolgendosi all'orso Roso, che nel frattempo aveva smesso di cantare, gli disse con voce tonante «Cosa te ne vai in giro a molestare i bravi orsi con questo baccano?» poi, guardatosi intorno e visto che Roso non era solo aggiunse «e... e… chi mai sono questi orsetti musici che ti porti appresso sopra quel carretto? È forse che anche a voi non riesce di dormire?» «Niente affatto» rispose Roso e avvicinatosi a Gigio aggiunse con tono di mistero e sottovoce «Non è per questo…vecchio mio..abbiamo scoperto quanto può sembrare più divertente, meno lungo e pesante l'inverno se invece di dormire continuamente si prova ogni tanto ad andarsene in giro con un'allegra brigata a cantare, suonare e ballare per la foresta». Gigetto, che nel frattempo aveva già familiarizzato con la banda di orsetti musici i quali gli avevano affidato un tamburo perché a sua volta partecipasse al concerto, rivolto al padre aggiunse «Su papino andiamo anche noi a suonare nella foresta e chissà che non ci riesca di raccattare qualche buona cosa da mangiare».
«Bravo Gigetto, convinci anche tu questo sciocco brontolone ad unirsi al gruppo» concluse Roso. Gigio a queste ultime parole dapprima squadrò tutti con occhi di fuoco ed un ghigno al confronto del quale quello di Belzebù poteva sembrare dolce e sorridente, poi con una spallata aggiunse, anche perché nel frattempo la musica era ripresa, «E va bene, visto che qui non c'è più verso di starsene tranquillamente a dormire, tanto vale che ci si diverta un po’». Appena sentite le ultime di Gigio l'orso Roso, con un simpatico sorriso che caratterizzava bene il suo buon umore, disse «Evviva, vedrete che ci divertiremo.»
Nel frattempo era scesa tanta, tanta neve e il paesaggio circostante sembrava magico e incantato. «Che disdetta» disse uno degli orsetti musici smettendo per un momento di suonare «..ora con tutta questa neve il nostro carretto non andrà più.» «Niente paura» aggiunse in tutta risposta l'orso Gigio che nel frattempo sembrava avere riacquistato il buon umore «…c'è la mia slitta! La tengo sempre di scorta dietro la mia tana…non si sa mai può sempre tornare utile non è vero? Ha, ha, ha.» «Ha, ha, ha, ha…tutti risposero e nella più allegra confusione corsero verso la slitta, vi salirono e tutti in coro, mentre Roso si metteva alla guida e Gigio al traino, intonarono una bella canzone.

CANZONE N°8 (PAG.17).
Tanta neve è scesa giù il carretto non va più.
Or la strada più non c'è, né il sentiero sai dov'è.
Ma la slitta certo va, tanta gioia agli orsi dà.
Vai sul colle e corri giù, corri, cadi e torna su

Fine della storia!

 

ESEMPIO N°2

Testo di riferimento: «CANTAR LEGGENDO» 50 CANTI CORALI A DUE E TRE VOCI BIANCHE di F. Garilli, R. Goitre, S. Pasteris II VOLUME Edizioni Suvini Zerboni-Milano

SECONDA FIABA:

ILCALZOLAIO GIORGINO E IL SUO AMICO PELATINO
(Ideazione, testo narrativo di Sergio Negretti).

PRIMO LETTORE
Un tempo nel paese degli artigiani viveva un ometto dall'aspetto buffo e curioso. Questi, fin dalla più tenera età ,non ebbe che un'unica vocazione, quella di svolgere il lavoro del calzolaio. Era talmente forte in lui il desiderio di aggiustare le scarpe della gente che spesso lo si incontrava per strada intento nell'atto di osservare insistentemente i piedi dei passanti. Questo strano atteggiamento da principio aveva destato diffidenza da parte degli abitanti ma con il tempo era divenuto oggetto di scherno nei confronti del povero ometto al punto che anche i bambini del paese, sfruttando questa sua insolita mania, si divertivano alle sue spalle deridendolo e sbeffeggiandolo.
Talvolta l'ometto si spingeva al punto di fermare alcune persone di passaggio per chiedere loro gentilmente di poter osservare da vicino le loro scarpe. Spesso veniva assecondato, anche perché ormai tutti erano al corrente di questa sua strana infatuazione, ma il più delle volte i passanti innervositi lo trattavano malamente, insultandolo ed anche minacciandolo di percosse.
Insomma, ecco come stavano le cose. L'ometto il cui nome era Giorgio, meglio noto come Giorgino a causa della sua bassa statura, aveva fin da bambino comunicato ai genitori la sua intenzione a divenire da grande un esperto calzolaio. Nel paese degli artigiani però vi erano già molti calzolai e quando, finiti gli studi e raggiunta la maggiore età, Giorgino si mise alla ricerca di un impiego da calzolaio non trovò in nessuna bottega un padrone di calzoleria disposto ad assumerlo. Tutti gli dicevano «Perché non fai il ciabattino? Da noi c'è ne sono pochi, troveresti subito lavoro.» Oppure «Perché non fai lo zoccolaio? Nelle campagne i contadini non trovano mai nessuno disposto a fabbricare zoccoli per loro.»
Niente da fare! Giorgino voleva proprio diventare un bravo calzolaio.
Fu così che un giorno, arcistufo dei continui rifiuti e dei consigli dei calzolai da bottega, decise di prendere in mano con determinazione la situazione e di aprire un'attività itinerante in proprio. Ma come fare per attrarre sulla sua attività l'attenzione della gente?
«Una canzone! Sì…sì...che idea…inventerò una bella canzone…e con questa girerò le contrade del paese in cerca di clienti!» si disse un giorno.

CANZONE N°1 (PAG.21).
Io sono l'ometto che fa il calzolaio.
seduto al deschetto lavoro e son gaio.
se avete una scarpa ch'è rotta e non va
portatela subito, subito qua.
io sono l'ometto che fa il calzolaio.
seduto al deschetto lavoro e son gaio.

SECONDO LETTORE
L'idea di Giorgino fu portentosa. Nel giro di poche settimane tutto il paese era a conoscenza della sua attività e, quel ch'è più curioso di tutto, uomini, donne e bambini volevano far riparare le scarpe da lui. Figuriamoci come era contento, il sogno di tutta la sua vita si stava finalmente avverando. Accettava ogni cliente e accumulava scarpe di ogni genere che cacciava in grossi sacchi. Alla fine della giornata caricava il lavoro sul proprio desco, al quale aveva applicato delle rotelle per poterlo muovere, quindi portava il tutto a casa.
In pochi giorni, senza ravvedersene, tanto era il suo entusiasmo, si ritrovò con la casa piena di scarpe d'ogni genere. Ve n'erano ovunque, nei cassetti del cassettone, negli armadi, in camera, in soggiorno, in cucina e persino in bagno.
Da lì a poco però i clienti cominciarono a pretendere da Giorgino la restituzione delle proprie scarpe riparate. Fu così che il nostro eroe, quasi improvvisamente, cominciò a rendersi conto di una cosa terribile e gli venne da gridare a voce alta «Ma io non so riparare le scarpe!» Infatti nella smania di divenire calzolaio l'ometto aveva dimenticato d'imparare la cosa più importante, ovvero il mestiere. I clienti presenti a questo sfogo di Giorgino cominciarono a protestare animatamente insultandolo, dandogli del ciarlatano truffatore e pretendendo subito la restituzione delle proprie calzature. Il povero finto calzolaio si schermiva come poteva cercando di calmare i clienti e rassicurando tutti che al più presto avrebbero avuto in restituzione le scarpe. «Lavorerò tutta la notte se è necessario ma vi prometto che entro domani avrete indietro le vostre scarpe» diceva con tono disperato. Ma la folla, che nel frattempo era divenuta sempre più numerosa, non intendeva ragioni. Sarebbe finita probabilmente molto male per il poveretto se non si fosse udito improvvisamente il grido di un altro venditore ambulante. «Crapa Pelata fa i tortelli! Su gente venite ad assaggiare i tortelli di Crapa Pelata… i tortelli buoni…».

CANZONE N°2 (PAG.13).
Crapa pelata faceva i tortelli e non ne dava ai suoi fratelli.
I suoi fratelli fan la frittata e non ne danno a crapa pelata.

TERZO LETTORE
Questo venditore altri non era che il noto Crapa Pelata, detto il Pelatino. Da moltissimo tempo bazzicava il paese degli artigiani ed era noto per la sua abitudine a cambiare mestiere frequentemente. Lo si era visto nei panni di un falegname, poi di un idraulico quindi di un restauratore. Era in seguito passato al settore alimentare vendendo dapprima pesce, poi formaggi e salumi ed infine frutta e verdura. Eccolo ora diventato, quasi per incanto, pastaio.
La gente, conoscendolo e sapendo quanto buoni fossero sempre i prodotti alimentari da lui commerciati, incuriosita anche dalla novità dei tortelli, mai arrivati prima in quel paese, accorse numerosa al suo richiamo.
Questo consentì al povero Giorgino di mettersi nel frattempo un poco in disparte sotto un portico dove poteva nascondersi alla vista dei suoi detrattori e nel contempo osservare a sua volta il nuovo arrivato.
La folla cominciò ad attorniare il Pelatino salutandolo e chiedendogli dove mai fosse stato, dato che mancava dal paese da così tanto tempo. «Mi sono concesso una bella vacanza» diceva il venditore di tortelli» e alle continue richieste di specificazione sui luoghi ove si fosse recato aggiungeva «Sono andato un poco in montagna e un poco in campagna dove senti nei boschetti mille canti di uccelletti!»

CANZONE N°3 (PAG.27-28).
Quando vai per la montagna o girovaghi in campagna
e tu senti nei boschetti mille canti di uccelletti
dolce un senso di stupore senti scendere nel tuo cuore
perché un mite sentimento ti lenisce ogni tormento
vedi che la natura in ogni sua creatura
ognora ci da prove di amore e di bontà

QUARTO LETTORE
«Ehi, Crapa, cosa vendi di buono quest'anno?» Gli diceva uno. Ed un altro «Dai Pelatino facci assaggiare i tortelli!» Ben presto Crapa Pelata aveva raccolto decine di prenotazioni e la gente contenta già lo salutava per dargli appuntamento all'ora di pranzo raccomandandogli di preparare per quell'ora dei buoni tortelli fumanti.
Quando finalmente la gente si fu allontanata Crapa Pelata si mise il volto nelle mani e scuotendo il capo cominciò a dire a voce alta «Cosa ho mai combinato…ed ora che farò? Pensare che fare il pastaio è sempre stato il mio vero sogno. Ma io non so preparare i tortelli.» A quelle parole Giorgino che fino ad allora si era mantenuto ben nascosto dai suoi clienti, i quali nel frattempo per l'entusiasmo generato in loro dalla novità dei tortelli si erano dimenticati di lui allontanandosi tutti, saltò fuori con un balzo dal suo nascondiglio e parandosi di fronte al Pelatino lo apostrofò dicendogli «Bene! Vedo che non sono il solo artigiano bugiardo da queste parti.» «E tu chi sei? Cosa c'entri con i miei problemi? Vedi di farti un po’ i fatti tuoi». Gli disse in tutta risposta il Crapa Pelata. Allora Giorgino aggiunse «Stiamo attenti che a dire bugie e ad ingannare la gente non solo può crescere il naso, come si sa è successo a Pinocchio, ma potrebbero anche venirci gli Orecchioni».

CANZONE N°4 (PAG.34-).
Gonfia gonfia gonfierà ancor quanto non si sa.
la mia faccia a palloncino ben legata da un fiocchino.
Son cresciuti gli orecchioni perché dico le bugie (testo modificato).
ma per tema del contagio, sono solo; che disagio!»

QUINTO LETTORE
Detto ciò Giorgino si presentò e raccontò al Pelatino tutta la sua storia. Le sue aspirazioni da calzolaio e di come fosse arrivato ad un soffio dalla celebrità e le ragioni che ne impedirono il trionfo. Quindi alla fine del racconto si rivolse nuovamente al suo interlocutore sorridendo e con tono canzonatorio gli disse «E pensare che io potrei aiutarti a risolvere il tuo problemino con i clienti, perché dovresti sapere che un tempo, quando ancora ero un bambino, la mia nonna Cesarina mi insegnò a fare dei tortelli eccezionali. A casa mia, quando li cucinavo, tutti ne andavano matti; non riuscivo a cuocerli che già erano finiti. «Dici sul serio? Ma questa è una grande notizia. Evviva!» Rispose Crapa Pelata. Giorgino rimase un attimo pensieroso quindi aggiunse «Peccato però che io non possa aiutarti perché ho già troppo da fare di mio. Pensa al numero infinito di paia di scarpe che riempiono la mia casa. Quando mai credi che potrò provare a ripararle non conoscendo il mestiere? Se poi dovessi anche occuparmi del tuo problema, non finirei certo prima di qualche anno! Mi ci vorrebbe proprio l'aiuto di un vero calzolaio. Non è che tu…. forse… avendo girato il mondo… e… e… praticato molti lavori abbia per caso conosciuto qualche buon calzolaio?» Crapa Pelata rimase a sua volta per un momento pensieroso quindi cominciò col dire «Aspetta, aspetta un poco. Un calzolaio dici? forse… forse… ne conosco uno!» «Dici davvero?» Esultò Giorgino. «Certamente» aggiunse l'altro. Quindi si mise nuovamente il volto fra le mani e cominciò a sussultare. Questa volta però non sembrava disperato, anzi tutt'altro, sembrava quasi stesse ridendo. Infatti quando rialzò il volto aveva impresso sulle labbra un largo sorriso. Guardò fisso Giorgino e con tutta la gioia e il divertimento possibili gli disse «Certo, certo che lo conosco» e indicando se stesso aggiunse «Eccolo qua!»
Immaginatevi la sorpresa dell'altro «Tu?» disse incredulo «Ma quanti lavori sapresti mai fare?» «Tanti, troppi!» rispose il Pelatino.
Le due nuove conoscenze continuarono per un po’ di tempo a scrutarsi in silenzio finché ad entrambi venne l'unica idea possibile e utile per salvare le loro complicate situazioni. Quasi contemporaneamente i due si misero a parlare. Il primo disse « Ma, allora tu potresti fare il mio lavoro!» e il secondo « E, e tu potresti fare il mio!» Detto fatto si misero entrambi a saltare esultando, abbracciandosi e ballando di contentezza. Il tempo scorreva però inesorabile e con esso si avvicinava l'ora di pranzo per la quale i clienti sarebbero tornati numerosi, chi ad esigere i tortelli e chi le proprie scarpe. Giorgino e il Pelatino si accorsero di quanto era tardi. «Mio Dio, si è fatto veramente tardi. Le lancette giran giran» disse il primo «L'orologio fa tic tac» aggiunse il secondo.

CANZONE N°5 (PAG.4).
Le lancette giran giran
l'orologio fa tic tac tic tac, tic tac
passa l'ora passa il giorno
passan tante settimane
passan mesi passan anni
mai si stanca di girar
tic tac, tic tac,
tic tic tic tic tac.

SESTO LETTORE
«Bisogna assolutamente che escogitiamo subito qualcosa» disse Giorgino. «Ho un'idea» disse il Pelatino. « «Mentre tu cucini al più presto un po’ di tortelli, solamente un poco, non per tutti, perchè non faresti a tempo, ma quanti bastano per offrire un succulento assaggio, io mi recherò alla tua casa e riparerò più scarpe possibile». «Sì, ma cosa dirò ai clienti che vorranno indietro le loro scarpe?» chiese Giorgino. «Tranquillo» rispose l'altro «Se sei veramente così bravo a cucinare i tortelli come dici, saprai bene come tranquillizzare la clientela. Io tornerò al più presto, vedrai, e con più scarpe possibili; in tal modo convinceremo tutti a pazientare fino a questa sera.» Sì, sì, bello, bello…e poi questa sera che faremo?» chiese Giorgino. «Ci riposeremo per bene e domani mattina presto io e te faremo una splendida società…tortelli e scarpe a volontà!» aggiunse il Pelatino.
E andò proprio così. I clienti, quando assaggiarono i tortelli di Giorgino e calzarono le scarpe del Pelatino, rimasero talmente contenti da non voler più mangiare altro e portare nessuna vecchia scarpa che non fosse riparata dalla nuova ditta Pela & Giò.
Sì, perché questo divenne il vero nome della società dei due amici i quali divennero così molto celebri nel paese degli artigiani. Ma la loro fama si diffuse presto nei paesi vicini e lontani, fino alla città, e crebbe talmente da costringere i nostri eroi a dover noleggiare dal capostazione un trenino settimanale con il quale recarsi a vendere tortelli e a riparare scarpe in tutta la regione fino alla vicina città di Artigiania.

CANZONE N° 6 (PAG.15).
Corre il trenino lungo le rotaie
fischia e sbuffa e va.
Fischia sbuffa ed ansima su per la salita
la locomotiva porta trenta vagoncini (ripete la musica con le parole sotto).
pieni di tortelli e di tanti scarponcini;
sembra stanca perché arranca
ma non s'arresta mai fino alla città.

Fine della storia

 SCHEDE DI ANALISI ALL'ASCOLTO
a cura di Sergio Negretti

Le seguenti schede rappresentano un contributo all'impostazione di un lavoro serio di analisi dell'ascolto musicale. Tutte si basano su composizioni per orchestra di fiati. Queste composizioni, tutte di recente realizzazione, presentano l'attività di ascolto analitico da punti di vista diversi e quindi funzionali, in ambito didattico, a riutilizzi o a riapplicazioni della stessa idea in altri contesti compositivo-musicali.
Queste schede, semplici nella loro impostazione, sono il frutto dell'esperienza maturata nella scorsa stagione e sono state già utilizzate, quali schede di analisi all'ascolto, per un concerto dimostrativo, (tenuto dalla banda cittadina in data 1/06/02 presso la sala di S. Barnaba)., rivolto agli alunni delle scuole elementari che hanno aderito, con i rispettivi insegnanti, al progetto completo «Conoscere la Banda».
Di questo concerto esiste una registrazione, effettuata con mini disco, che può essere, come già gli altri sussidi didattici, messa a disposizione dei docenti delle scuole elementari che aderiranno quest'anno alla seconda edizione del nostro progetto.

 

FINALITÀ DELLE SCHEDE

  • La prima scheda intende fare comprendere che cosa sia un «Tema» nel contesto di una composizione e come possa trasformarsi attraverso una serie di «Variazioni».

  • La seconda scheda pone il problema della individuazione di «Più Temi» all'interno di un brano musicale.

  • La terza scheda introduce all'ascolto di una composizione dalla forte «Finalità descrittiva». La quarta ed ultima scheda, sempre dagli intenti descrittivi, evidenzia quali possibilità possegga la musica di commentare un «Testo letterario».

 

ALLA RICERCA DEL TEMA

ASCOLTO N°1

TITOLO: FANTASIA VARIANTE SUL TEMA DELLA MANTOVANA
AUTORE: SERGIO NEGRETTI

La «Mantovana», conosciuta anche come «Il Ballo di Mantova», ebbe le sue origini nei primi anni del XVII secolo alla corte dei Gonzaga di Mantova, divenendo immediatamente il simbolo musicale della città.
Ma nonostante fosse associata e identificata con Mantova, la melodia (il Tema). non tardò ad imporsi in tutta Europa, sotto titoli diversi e in versioni diverse, compresa una versione per liuto (strumento a corde pizzicate del Rinascimento). di un autore polacco. Nel 1645 Gasparo Zannetti pubblicò una collezione di temi popolari lombardi fra i quali si ritrova anche quello della Mantovana.
In questo adattamento il «Tema» va considerato come «Il Protagonista di un dramma». Nel corso di questo dramma, il nostro eroe vive alcune avventure che lo inducono a trasformarsi, per ben tre volte, in forma di «Variazione» di se stesso. Queste variazioni sono, a loro volta divise da alcune parti, chiamate «Intermedi» nel corso dei quali il tema sembra perdersi in linguaggi musicali diversi fra loro, per poi ritrovare nel finale la propria identità originaria.

ANALISI DELL'ASCOLTO

  • Viene esposto il Tema eseguito da : ottavino; flauto 1°; oboe 1°; clarinetto 1°; tromba 1°; glockenspiel.

  • Ora il Tema viene presentato nella sua versione arrangiata per tutto l'organico della Banda.

  • Si passa quindi alla prima variazione sul tema affidata alle ance (flauti, ottavino, oboi, clarinetti, fagotti, saxofoni). con l'aggiunta di xilofono e glockenspiel.

  • Ed ecco la seconda variazione esposta dagli ottoni (corni francesi, trombe, tromboni, flicorni baritoni, basso tuba). con l'aggiunta di timpani, tamburo basso e tamburello basco.

  • Infine arriva la terza variazione affidata alla sezione delle percussioni (xilofono, glockenspiel, timpani, tamburo basso, legnetti e tamburello basco)..

  • Vengono poi fatti ascoltare quattro intermedi (brani di collegamento fra una variazione e l'altra; il termine «Intermedio» in origine era riferito ad una forma di spettacolo drammatico musicale posta fra un atto e l'altro di una tragedia o di una commedia; nel nostro caso si tratta di brevi brani varianti che vengono collocati fra l'esposizione e le variazioni del «Tema» che è il vero protagonista di questo breve dramma compositivo).:

  • Il primo intermedio affidato a corni francesi, tromboni, flicorni baritoni e tuba ha un andamento solenne da brano cerimoniale e viene eseguito fra l'esposizione del tema e la prima variazione.

  • Il secondo intermedio affidato alle ance, si basa su un motivo da «aria all'italiana» piuttosto grazioso e viene eseguito fra la prima e la seconda variazione.

  • Il terzo intermedio affidato a tutti i fiati della Banda è un corale nello stile e su una melodia di J. S. Bach e viene eseguito fra la seconda e la terza variazione.

  • Il quarto ed ultimo intermedio affidato all'intero organico della banda è realizzato in stile contrappuntistico (nel contrappunto le diverse parti si susseguono dando l'impressione di inseguirsi una con l'altra).. Nel corso di questo ultimo intermedio tornano continuamente frammenti del tema originale finché questi, dopo essersi trasformato in sereno tema nella tonalità maggiore, torna per concludere la composizione nella sua forma originale già udita all'inizio.

In conclusione riascoltiamo integralmente l'intera composizione

QUANDO I TEMI SONO PIÙ DI UNO

ASCOLTO N°2

TITOLO: HANOVER FESTIVAL
AUTORE: PHILIP SPARKE

La banda di Hanover, nello stato americano del New Jersey, è stata fondata nel 1984 dal suo direttore Peter Boor, che ha commissionato Hanover Festival a Philip Sparke in occasione del 15° anniversario di fondazione della banda. La prima del brano si è tenuta il 27 ottobre 1999.
Prima di ascoltare integralmente la composizione con l'aiuto dell'analisi dell'ascolto sotto riportata conosciamo insieme i temi di questa composizione:

  • Il primo tema è esposto all'inizio (Molto maestoso). dalla sezione degli ottoni (corni francesi, trombe, tromboni, flicorni baritoni, basso tuba)..

  • Il secondo tema è esposto nel tempo successivo (Vivo). dai clarinetti nel registro grave ed ancora dai corni francesi.

  • Il terzo tema si presenta per la prima volta alla battuta 80 esposto da tutta la banda.

  • Il quarto tema viene esposto per la prima volta alla battuta 103 dai clarinetti ai quali rispondono con note rapide i flauti.

  • Il quinto tema che è anche il più bello viene esposto prima dai clarinetti e dai corni alla battuta 121 e poi ripreso con forza da trombe e tromboni alla battuta 145.

Proviamo ora a riascoltare integralmente la composizione avvalendoci dell'analisi all'ascolto.
siete in grado di riconoscere i temi precedentemente ascoltati?

ANALISI DELL'ASCOLTO

  • Il brano inizia con una solenne fanfara di ottoni (Tema 1°). cui si uniscono i legni per dar luogo ad un espressivo corale e raggiungere un alto livello di espressività.

  • La fanfara ritorna e le trombe fanno da introduzione ad una sezione esplosiva caratterizzata da una melodia energica eseguita dai corni e dai clarinetti che suonano nel registro grave (Tema 2°)..

  • Un passaggio di collegamento con forti accordi degli ottoni (Tema 3°). che accompagna il brano in una sezione scherzosa (Tema 4°). fa da introduzione ad un tema centrale (Tema 5°). in legato inizialmente eseguito dai legni e poi dall'intera banda.

  • La fanfara iniziale ritorna (Tema 1°)., questa volta accompagnata dalla sezione Vivo (Tema 2°; Tema 3°; Tema 4°)., fino a che una rapida e potente coda conclude il brano.

 

QUANDO LA MUSICA DESCRIVE

ASCOLTO N°3

TITOLO: THE CARNIVAL OF THE INSECTS (IL CARNEVALE DEGLI INSETTI)
AUTORE: BRUCE FRASER

Qualcuno ricorderà la bella composizione del francese Camille Saint Saens «Il Carnevale degli Animali». In quel capolavoro della musica, per burla e divertimento, l'autore volle ritrarre alcuni comportamenti animali e tradurli in effetti musicali. Ecco che il ruggito del Re Leone era ottenuto con rapide scale del pianoforte che suona nel registro grave, il canto del cuculo nel profondo del bosco era bene interpretato da un ossessivo intervallo di terza discendente affidato al clarinetto, oppure il goffo andamento dell'elefante era identificato con il suono del contrabbasso e, così via.
Il compositore scozzese Bruce Fraser lo scorso anno ha pubblicato una sua nuova composizione che, prendendo spunto dall'idea di Saint Saens, intende descrivere scherzosamente alcune caratteristiche del comportamento animale degli insetti.

La composizione è strutturata nei seguenti cinque brani:

  1. Marcia delle formiche «La sottile linea nera»

  2. Insetti stecco e grilli

  3. Insettivori

  4. Metamorfosi

  5. La parata della cimice

L'opera dall'intento didattico è stata composta per banda giovanile ed è una vera e propria novità editoriale, è stata infatti data alle stampe nell'aprile del 2001. Si tratta di una singolare suite che vede impegnati gli strumenti della Banda nell'intento di evocare scherzosamente il mondo degli insetti.
Fraser per questa composizione, come si è già detto, ha preso spunto dall'idea che il grande compositore francese Camille Saint Saens ebbe per la sua celebre suite Il Carnevale degli animali. Di quest'ultima infatti Fraser ha preso soprattutto in prestito le strutture ritmiche e in alcuni casi si è anche ispirato all'andamento tematico.

  1. Marcia delle formiche: All'inizio di questo brano udiamo subito degli strani rumori. Sono i versi degli insetti imitati con lo sferragliare delle chiavi dei legni, con un ritmico strofinio di carta cellofanata e con i bocchini degli ottoni percossi con il palmo della mano. Segue poi, al via dato da un forte trillo di flauti e clarinetti e dal rullare di timpani e tamburo, un’allegra marcia dall'andamento circense che vuole evocare il rapido e organizzato muoversi in corteo delle formiche. Il pezzo è stato ispirato all'autore dal ricordo di una vacanza francese durante la quale ogni notte una nutrita schiera di formichine «visitava cortesemente» il musicista marciando compatta dal cancello di ingresso del giardino fino nella camera della sua abitazione.

  2. Insetti stecco e grilli: Qui l'autore ricorda le tiepide notti mediterranee rallegrate dal canto dei grilli. All'inizio si risente l'effetto di fondo che imita gli insetti in movimento ottenuto anche con l'uso libero di piccole percussioni.. Parte poi un ritmo dal sapore latino-americano che crea una piacevole sensazione di danza sinuosa all'interno della quale i piccoli esseri si esprimono in dolci e delicate evoluzioni.

  3. Insettivori: Queste sono creature che mangiano gli insetti. Qui la musica crea un allarmante andamento drammatico che si intensifica nel mezzo del brano con un effetto di inseguimento ottenuto da un leggero tema affidato ai flauti e al glockenspiel contrastante con delle misteriose frasi affidate a saxofoni, corni e tromboni.

  4. Metamorfosi: Si tratta del brano maggiormente debitore all'idea originaria di Saint Saens. Infatti colpirà l'ascoltatore la somiglianza notevole con il brano dell'elefante del Carnevale degli animali. Qui i flicorni baritoni eseguono un buffo tema che intende ricordare il goffo e impacciato rotolarsi della crisalide bruco. Ma ecco quasi per incanto che la musica si fa sempre più leggera e aerea. Il brutto bruco e divenuto una bellissima ed elegante farfalla.

  5. La parata della cimice: Questo è un grande finale dove noi possiamo immaginare molti degli insetti in una parata simile a quelle di alcuni cartoons della Walt Disney.

 

MUSICA E MAGIA

ASCOLTO N°4

TITOLO: YOUNG WIZARDS (IL GIOVANE MAGO).
AUTORE: BRUCE FRASER

Eccovi ora una nuovissima composizione di Fraser. Questo lavoro per banda risulta essere una tale novità da non risultare ancora incluso nei cataloghi di musica per banda e ci è stato gentilmente inviato dal suo autore il quale è da alcuni tempi collaboratore della nostra associazione.Tutti conosceranno senz'altro le fantastiche avventure del «maghetto Harry Potter».Questa composizione si ispira alla figura del personaggio uscito dalla penna della fortunata scrittrice inglese Johan Katleen Rowling.Negli ultimi anni i primi quattro romanzi che vedono come protagonista il giovane Potter sono stati tradotti e pubblicati anche in Italia e forse alcuni di voi avranno già letto:

  • Harry Potter e la Pietra Filosofale

  • Harry Potter e la Camera dei Segreti

  • Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

  • Harry Potter e il Calice di Fuoco

Bruce Fraser ha scritto questa affascinante composizione ispirandosi agli elementi di magia particolarmente significativi presenti nel soggetto letterario della Rowling efficacemente rappresentati anche nella recente trasposizione cinematografica.
L'opera si suddivide in tre brani e precisamente in:

  1. Broomsticks (Manico di scopa).
    è un brano carico di mistero che intende creare nell'ascoltatore la sensazione di assistere ad un vero e proprio rituale magico simbolicamente rappresentato dalla classica «scopa magica» degno corredo di ogni mago o strega che si rispettino

  2. Spells (Incantesimi).
    caratterizzato da una musica basata su un ostinato melodico «incantatorio», rende bene il senso dell'abilità tipica del mago, ovvero «L'incantesimo».

    Sports
    dall'andamento energico e nettamente ritmico, trascina gli ascoltatori nel clima di forte tensione emotiva che caratterizza il momento in cui tutti i maghetti mettono a confronto le loro abilità di esseri speciali nella incredibile competizione di quelle altrettanto incredibili partite volanti a cavallo di mirabolanti scope magiche.

INVENTIAMO UN PROGETTO DIDATTICO

Per le classi che hanno partecipato a completamento di questo percorso di conoscenza potrebbe risultare stimolante provare a ideare un'attività didattica che metta al centro dell'interesse contenutistico la realtà bandistica. Il lavoro si potrebbe sviluppare da diversi punti di vista e utilizzando diverse modalità di approccio al sapere.

Alcuni suggerimenti potrebbero essere i seguenti:

  1. Costruzione di un'azione drammatizzata basata su una storia inventata.

  2. Modalità possibili di realizzazione:

  • Recita

  • Teatro delle marionette

  • Teatro delle ombre cinesi

  • Sequenza di diapositive o fotografie digitali che abbiano una sequenza narrativa

  • Sequenza di disegni con i quali sia possibile costruire una o più sequenze narrative

  • Teatro danza (avvalendosi anche di semplici coreografie inventate).

  • Invenzione di una storia narrata

  • Realizzazione di un video amatoriale con telecamera digitale

  • Realizzazione di un CD (ipertesto).

  • Realizzazione di una ricerca in Internet

  • Elaborato scritto collettivo basato su riflessioni legate alle esperienze vissute durante la realizzazione del progetto «Scopriamo la Banda»

  • Ecc. ecc. ecc.

I

La richiesta di partecipazione deve essere fatta pervenire da parte della scuola, all’Associazione Filarmonica "Isidoro Capitanio" Banda Cittadina di Brescia, Via delle Battaglie 61/1