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IL CORPO BANDISTICO DI URAGO MELLA

OTTANT'ANI PIu' UNO

di Bona Pellizzari

Dal 1924 esiste ad Urago Mella un Corpo Bandistico che riempie quel vuoto quasi totale dell’istruzione pubblica nel campo dell’educazione musicale. La sua storia è “in qualche modo la colonna musicale dell’ultimo scorcio di storia” del quartiere, come si legge nella Presentazione dell’opuscolo scritta da Claudio Febbrari in occasione dei settanta anni dalla fondazione, nel 1994; colonna musicale che continua ancora oggi ad accompagnare la vita del quartiere, come con orgoglio afferma il signor Aldo Abrami, Presidente della Banda dal 1998 e strumentista. Suona infatti la tromba e ci presenta altri quattro strumentisti che, assieme a lui, sono stati premiati lo scorso anno in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla fondazione perché, da oltre cinquant’anni, fanno parte del complesso musicale: Luigi Cingia - clarinetto, Aldo Cingia – tromba, Angelo Abrami – flicorno, Pietro Abrami – saxofono. Sono già in sala per le  prove del concerto che chiuderà l’attività di quest’anno.

Scorrere le pagine dell’opuscolo è come fare un viaggio indietro nel tempo: si vedono fotografie in bianco e nero della banda, a partire dal 1924 fino al 1994, precedute da alcune righe di introduzione: “Così iniziò la nostra storia… in un cortile, fra amici, nel lontano1924. Ricchi di entusiasmo, di voglia e di impegno, di attenzioni e sacrifici per coinvolgere e far nascere un’avventura ancora tutta da sognare” (vedi pag. 4); si possono leggere scritti e testimonianze che ne illustrano la storia e l’attività , oltre all’elenco degli ex componenti e degli attuali, dei Presidenti, dei Maestri.

Dal settembre del 1999 è direttore il Maestro Marzia Tonoli, qui con noi assieme al Presidente, signor Aldo Abrami, al quale chiediamo di parlarci della “sua” banda.

* * *

Presidente - Come si può leggere nell’opuscolo, nell’articolo scritto da Don Enzo Spinoni, il nostro Corpo Bandistico fu fondato nel 1924 su iniziativa di un gruppo di giovani di Azione Cattolica guidati dal presidente Giuseppe Abrami e da alcuni amici, per soddisfare il desiderio di fare musica insieme, ed ebbe subito l’appoggio del Parroco Don Giacomo Galli e del fratello Vicario cooperatore Don Andrea. Il primo Maestro fu Giuseppe Rizzini. Da allora il Corpo Bandistico, che fu intitolato all’Oratorio di S. Luigi della parrocchia di Urago Mella, è sempre stato presente nel quartiere, tranne negli anni tra il 1940 e il 1945 quando i giovani musicisti decisero di non concedere - e cito esattamente le parole di Documento d’archivio dell’opuscolo – “la propria musica alle parate di chi della violenza e della morte aveva fatto uno stile di vita” (vedi pag.15). La coerenza dimostrata da quei giovani, che hanno saputo trasformare una cosa in apparenza semplice, come trovarsi e fare musica, in una scelta non certo priva di rischi, può servire da esempio per i nostri giovani, e non solo per loro.

Dove si svolgono le prove dei vostri concerti?

Nella stanza in cui ci troviamo, in via S. Emiliano 1A, che ci è stata messa gratuitamente a disposizione dalla parrocchia della Natività della Beata Vergine - ricordiamo che nel nostro statuto il Parroco è Presidente onorario - e per la quale paghiamo solo le spese vive, quali luce e riscaldamento. Abbiamo naturalmente qualche difficoltà di carattere finanziario perché abbiamo soltanto un contributo del Comune e nessun’altra sovvenzione, ma la gente del quartiere, quando offriamo un concerto in chiesa, che è la sede abituale delle nostre esibizioni dal momento che non abbiamo una sala nostra, in particolare in occasione del Natale è sempre molto generosa nei nostri confronti, perché si rende conto dell’importanza del nostro lavoro e ci aiuta a proseguire nella nostra attività. Possiamo così acquistare gli strumenti, che diamo in prestito a tutti, e provvedere alla loro manutenzione. Suonare nella Banda è un impegno, certo, ma dà soddisfazione; abitua alla convivenza, al rispetto e soprattutto offre ai ragazzi la possibilità di riempire il tempo libero in modo diverso dal solito giocare a calcio o guardare la televisione, o andare in giro per il quartiere senza sapere come occupare il tempo; inoltre permette di avviare allo studio di uno strumento, dal momento che la scuola non offre certo occasioni, e di ampliare le proprie conoscenze nel campo musicale.

Il nostro è l’unico Corpo Bandistico di questo genere, in città, e lo dico con orgoglio. Ci esibiamo in occasione di festività religiose e civili e abbiamo in programma, per il mese di ottobre, uno scambio in Friuli con la Banda di Corno di Rosazzo (provincia di Udine).

Il direttore, il Maestro Marzia Tonoli, potrà certo spiegarvi meglio di me come si svolge il nostro lavoro, quali finalità si prefigge e quali sono gli obbiettivi da raggiungere.

Maestro, vorremmo prima di tutto sapere se c’è una ragione particolare che l’ha spinta alla scelta di dirigere una banda.

Provengo io stessa dalla banda. Ho iniziato a suonare il corno nella banda di Travagliato a nove anni, dove ho avuto la fortuna di incontrare il Maestro Giuseppe Ferreri che mi ha spinto ad entrare in Conservatorio, dove insegnava. Mi ha seguito durante tutti i miei studi e anche dopo, sempre, fino a pochi giorni dalla morte avvenuta nel 2004, facendomi capire che nella musica non bisogna fermarsi mai, che non ci si deve accontentare dei risultati, ma occorre puntare sempre più in alto. L’insegnamento e noi allievi eravamo lo scopo principale della sua vita e rimaneva sempre in contatto con noi. Devo a lui la mia passione per la musica e la mia riuscita come strumentista e spero, ora, di riuscire a fare altrettanto con i miei allievi. Mi sono diplomata con lui al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia nel 1991 e dal 1991 al 1996 mi sono perfezionata in “corno solista” alla Hoschschule Mozarteum di Salisburgo sotto la guida del Maestro Hansjorg Angerer. Nel 1989-1990 ho vinto il primo premio assoluto della borsa di studio per ottoni presso il Conservatorio di Brescia e nel 1992 ho fatto poi parte dell’Orchestra Giovanile Europea”Gustav Mahler”.

Ho anche insegnato nei Conservatori di Darfo Boario Terme, Adria e Piacenza, ma contemporaneamente sentivo il bisogno di continuare a perfezionarmi nello studio dello strumento, così ho seguito corsi con i Maestri Rodovan Vlackovic, Ifor James, Stefano Pignatelli, Andrea Corsini, sempre con il sostegno e l’incoraggiamento del mio Maestro.

Ho suonato in varie orchestre italiane ed europee e in gruppi da camera, ma elencarle tutte richiederebbe troppo tempo. Nel 1998 suonato come solista alla RAI nella trasmissione Pinocchio e, sempre nello stesso anno, ho fondato il Gruppo Ottoni di Brescia nel quale suono tuttora.

Attualmente frequento il corso di Direzione di Banda…

…e intanto dirige la Banda di Urago.

Mi è sempre piaciuto suonare nella banda e penso sia giusto, ora, dare anche ad altri le possibilità che ho avuto io. Investire le energie nei giovani, far loro amare la musica, coltivare la voglia di far musica insieme è il nostro principale obbiettivo. Qui vengono ragazzi del quartiere dagli 11-12 anni in su, adulti e i “fedelissimi”, quelli che io chiamo “lo zoccolo duro” della nostra banda, quelli che suonano da una vita - come gli strumentisti che sono stati premiati lo scorso anno - e che sanno trasmettere il loro entusiasmo e la loro esperienza con il loro attaccamento all’istituzione musicale che considerano come una seconda famiglia; quelli che vengono sempre alle prove e, quando occorre, “insegnano” ai più giovani.

Ha avuto difficoltà, come “donna”, a presentarsi quale direttore di un complesso il cui ruolo, generalmente, è esclusivo appannaggio degli uomini?

Nessuna! Fin dall’inizio tutti hanno avuto fiducia in me, fiducia che si è trasformata in una fattiva e proficua collaborazione non appena hanno sperimentato come lavoravo. Le difficoltà e la discriminazione, magari, le ho subite in altri luoghi e in altri ambiti, non certo nella banda!   

         Qualcuno La aiuta nell’insegnamento dello strumento e della teoria?

Prima di tutto c’è il mio “vice”, Emanuele Colombari, che studia clarinetto in Conservatorio, ma ci sono anche altri strumentisti, che come lui studiano in Conservatorio, che si prestano volentieri ad aiutare i nuovi iscritti, oltre agli “anziani”, come ho già detto prima. C’è molta solidarietà tra tutti i componenti e credo sia questo uno degli aspetti più positivi della nostra banda, unito alla mancanza assoluta di competitività. Qui si sentono tutti uguali e se qualcuno ha la possibilità di emergere, viene incoraggiato e il risultato del singolo diventa patrimonio di tutti e stimolo per migliorare.

Quante volte provate durante la settimana?

Una volta soltanto ma, in vista di qualche concerto, anche due volte. Le prove, si sa, sono sempre impegnative, ma l’entusiasmo non manca mai, come pure il desiderio di dare la miglior prova delle capacità acquisite; si sopporta allora la fatica, il sacrificio di rinunciare a qualche uscita serale con gli amici. Ci penseranno gli applausi a farli dimenticare…

E il repertorio?

Si esegue musica di Mozart, Rossini, Verdi, brani originali per banda, trascrizioni, musiche da film. Ma poiché suonare nella banda deve divertire, non impongo mai un pezzo. Certo, bisogna imparare qualche brano specifico di studio se si vuol migliorare la tecnica, ma in genere le proposte vengono dai ragazzi stessi. Vede, quei giovani che stanno preparando il saxofono hanno deciso di suonare The enterteiner, un pezzo tratto dalla colonna sonora de La stangata, e lo eseguiranno al concerto conclusivo di quest’anno. Sono Monica, Stefano, Piero ed Eligio, alcuni studiano in Conservatorio.

Rivolgo loro una domanda: perché avete scelto di suonare nella banda?

Ci piace la musica e, qui, riusciamo ad esprimere il nostro “talento” nel migliore dei modi, anche perché a volte il direttore fa suonare noi e altri come solisti in qualche concerto!

Direttore, è per questo che suonano con tanto entusiasmo…

…penso proprio di sì. Adesso stanno arrivando anche i clarinettisti e i cornisti, che si esibiranno sempre nel concerto finale. I cinque clarinettisti – Andrea, Flavio, Michele, Michela, Andrea, la cui età va dai 13 ai 16 anni - eseguiranno New York, New York, trascritto appositamente per loro dal mio “vice” Emanuele Colombari, mentre gli altri un pezzo classico originale per quattro corni, Le rendez-vous de chasse di Rossini; sono Marco, che studia in Conservatorio, Simone, Sara, Valeria, anch’essi giovanissimi come i loro compagni.

* * *

A questo punto è meglio cedere il posto ai giovani esecutori. Ci mettiamo in disparte ad ascoltare e balza subito all’occhio, e all’orecchio, la serietà con cui si esibiscono tutti, nonostante la giovane età, la preparazione, e si sente che si divertono a suonare insieme, anche se sono preoccupati per il concerto. Nel pezzo di Rossini, Marco, 14 anni, fa da primo corno e dà gli attacchi con una sicurezza tale da far dimenticare si tratti solo di un ragazzo.

Le esibizioni a cui abbiamo assistito completano nel migliore dei modi l’intervista, come una sorta di dimostrazione sul campo del lavoro svolto. Intanto arrivano ad uno tutti i componenti della Banda e cominciano a scaldare gli strumenti per le prove del concerto finale, che è assai vicino. “In bocca al lupo”!   

Al Direttore i complimenti per i risultati raggiunti, ai ragazzi l’augurio di continuare a migliorare e a tutti di divertirsi sempre a suonare insieme.