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IL CANTO E LA GRAVIDANZA
di Claudio Paganotti e Adalgisa Caraffini
Il canto è un evento essenziale nella vita
dell'uomo. Presso tutte le popolazioni della terra il canto ha
accompagnato ogni situazione della vita, sia gioiosa che dolorosa, allo
scopo di viverla nel modo migliore.
Nelle varie parti del mondo è usanza di molte civiltà cantare durante la
gravidanza e il parto, anche se con modalità diverse. In certe zone è la
madre che canta, in altre sono una o più donne che cantano di fronte alla
gravida, in altre ancora vengono chiamati dei musicisti per suonare e
cantare alla madre, soprattutto dal 5° mese di gravidanza in poi.
La pratica del canto prenatale si è tramandata di generazione in
generazione per molti secoli, significa, pertanto, che in qualche modo
erano evidenziati dei benefici sia per la donna che per il nascituro. Il
canto prenatale non è una novità del nostro secolo, ma è una tradizione
secolare che recentemente è stata ripresa al fine di favorire un migliore
benessere del nascituro e nei futuri genitori.
Esperienze importanti sull'uso della voce in gravidanza sono quelle di
Frederick Leboyer e di Marie Louise Aucher.
F. Leboyer propone il canto carnatico, tipico dell'India, che ha la
finalità di portare alla presa di coscienza del proprio essere tramite il
respiro e il suono. Non si tratta di canzoni, ma di vocalizzi, che durano
tutto il tempo del respiro, il quale diventa più profondo e, senza il
minimo sforzo, il suono acquista profondità, dolcezza e una qualità
particolare di ogni persona: con il canto carnatico si scoprono sonorità.
Non è una forma di ginnastica o un esercizio, ma una ricerca interiore,
una via verso la coscienza.
Tale coscienza è favorita anche dal fatto di lavorare con la voce tenendo
conto della "tonica" di ogni persona, suono base che ognuno ha dentro di
sè e che esprime nel parlare e cantare in uno stato di rilassamento. Il
respirare profondamente crea benessere a tutto il corpo, perchè muove
dolcemente e totalmente il diaframma, che deve essere mantenuto molto
elastico per permettere la comunicazione tra il piano vegetativo e
sessuale e quello affettivo e cerebrale del corpo. Grazie al respiro
profondo, infine, si dà al corpo la quantità di ossigeno adeguata, cosa
rara nella società occidentale dove le persone respirano soprattutto con
la parte superiore dei polmoni e quindi solo superficialmente.
Dal punto di vista musicale le proposte di Leboyer sono rappresentate dal
susseguirsi:
- di suoni uguali, eseguiti con vocali diverse, prima fra tutte la "a"
perchè è la vocale più aperta e quindi facilita il rilassamento della
mandibola e sblocca situazioni di chiusura della madre;
- di un suono-base, ad un intervallo di 5° e 8°, eseguiti con la stessa
vocale e poi con altre vocali, l'inspirazione avviene dopo ogni suono;
- di brevi frasi melodiche, facenti parte di "raga" indiani e cantate con
sillabe con cui si indica una successione di 7 suoni ascendenti: SA, RI,
GA, MA, PA, DA, NI.
La tampaura, strumento indiano, accompagna il canto con note alla 5° e
all'8° che, producendo suoni armonici, favorisce uno stato di
concentrazione in chi canta.
Il feto, quindi è immerso in un'onda sonora che trasmette serenità e pace.
Tale canto, ripreso dopo la nascita, lo aiuterà a riconoscere la madre ed
a ricordare quelle sensazioni. Durante il travaglio di parto i suoni della
tampaura, dolci ma ben scanditi, costituiscono un sostegno per la donna,
perchè accompagnano il ritmo delle contrazioni.
La voce della madre attua un benefico massaggio a livello cellulare, le
consente di allontanare la tensione e di riempirsi di energia liberata
dalle vibrazioni canore.
Le donne che hanno utilizzato in gravidanza questo canto erano talmente
abituate a lasciare andare le tensioni attraverso la voce che durante il
parto non hanno percepito il dolore.
M. L. Aucher ha fondato in Francia parecchi centri di canto prenatale.
Tale proposta nasce dall'osservazione che i bimbi, le cui madri avevano
cantato durante la gravidanza, presentavano caratteristiche positive come
solidità della nuca, vigore della colonna vertebrale, sviluppate
percezioni uditive e manuali, vivacità di riflessi, memoria uditiva delle
voci e dei testi vocali ascoltati durante il periodo fetale, adattabilità
cooperativa.
Aucher ha constatato che per la madre il canto è un mezzo di
trasformazione, costruisce un messaggio per l'intero organismo e ricarica
il sistema nervoso. Inoltre è un mezzo efficace per armonizzare e
rinforzare i legami all'interno della coppia e tra la coppia e il
nascituro.
Da parte del feto si è constatato che, oltre ad essere beneficamente
investito dalle vibrazioni sonore della voce della madre, tramite l'udito
ed il tatto, assorbe tutte le sfumature emozionali di lei. Dopo la nascita
riconoscerà le canzoni cantate dalla madre e queste lo calmeranno.
Dal punto di vista musicale le proposte sono rappresentate oltre che da
vocalizzi anche da canzoni.
Il lavoro con le vocali è supportato da una serie di esercizi per
rilassare e dare il giusto tono alle varie parti del viso e del corpo, per
permettere al suono di trovare la sua naturale amplificazione (risonanza)
in tutte le cavità interne. Altri esercizi con la consonante "m"
consentono, tramite movimenti della lingua, di cercare la qualità
particolare del proprio suono. Ogni vocalizzo implica la consapevolezza
della corretta posizione della bocca, delle labbra, delle spalle e di
tutto il corpo, ma soprattutto il pensare che il proprio essere si sta
risvegliando ed espandendo. Si fanno i vocalizzi per imparare a dare la
giusta direzione al fiato, rimediare alle posture scorrette del corpo,
sciogliere il bacino, fortificare i reni, illuminare i luoghi di
amplificazione sonora: testa, petto, ventre.
Le canzoni per la gravidanza alcune sono composte dalla stessa Aucher,
altre sono tratte dal folklore tradizionale del paese in cui si vive
(ninna-nanna, canti d'amore.....), affinché l'impronta che il neonato
riceverà potrà adattarlo a tutte le situazioni. Per accompagnare i canti è
stato scelto il pianoforte, perchè dà sicurezza alle voci e trascina il
gruppo.
Prima di cantare il gruppo legge ad alte voce il testo della canzone, per
elaborare delle immagini mentali inerenti al testo e a particolari
sensazioni, che poi verranno espresse durante il canto. Il corpo diventa,
quindi, strumento per esprimere ciò che è provato. Al canto si uniscono
anche movimenti di marcia e di danza che enfatizzano in modo dolce il
ritmo, fattore strumentale del feto. Cosciente dell'importanza per il feto
della voce parlata, Aucher ha elaborato dei pensieri per i nove mesi di
gravidanza, che la madre dovrebbe leggere al nascituro.
Recentemente, un suo collaboratore P. Fischmann rilevando l'importanza
della presenza sonora del padre per il feto, ha composto canzoni che
dovrebbero essere cantate dai padri al nascituro, una per mese. Tramite
tali canzoni, il padre crea quell'ambiente permeato d'amore e di fiducia
per la vita, necessario per la sua donna e per il feto. Inoltre con le
sonorità gravi della sua voce invierà benefiche vibrazioni specialmente al
bacino e alle gambe del feto, in quanto mentre i suoni più acuti
risuoneranno soprattutto nel tronco e nella testa, quelli più gravi nella
parte bassa del corpo fetale.
In Italia la conoscenza di questi studi non è molto diffusa e i materiali
di musica vocale a disposizione delle gravide sono limitati.
L'Associazione Nazionale per l'Educazione Prenatale ha elaborato proposte
che coinvolgono le madri con la parola ed il canto.
La prima di G. Soldera, riguarda il significato simbolico delle lettere
dell'alfabeto, si tratta di uno studio comparato sui significati di ogni
lettera presso varie culture. La madre, dopo aver letto tali significati,
è invitata ad inspirare e poi ad emettere il suono della lettera pensando
ai suoi significati, per trasmetterli così al feto. Per esempio la lettera
"a" è segno di apertura, di meraviglia.
La seconda proposta è quella di D. Fiscon, che prevede due musicassette e
un libretto introduttivo. La prima cassetta presenta alcuni vocalizzi
ispirati al canto carnatico e alla musicoterapia indiana, che aiutano la
madre a rilassarsi ed a percepire se stessa. La seconda cassetta propone
delle canzoni con cui la donna si rivolge al feto intessendo un dialogo,
alcune canzoni prevedono anche l'intervento dei padri. Sono in lingua
italiana, musicalmente semplici e quindi facilmente memorizzabili, poiché
lo scopo è che siano i genitori a cantarle al feto, trasmettendo insieme
al suono, le loro emozioni ed il loro amore.
La semplicità dei canti è anche finalizzata a stimolare nei genitori la
loro inventiva personale; far emergere le loro sensazioni canticchiando o
vocalizzando spontaneamente,, superando inibizioni dovute al timore di
sbagliare e recuperando così l'abitudine di esprimersi col canto.
La Prènatal ha proposto "Premusic", una linea di composizioni musicali
create per la gravida e per il neonato. La linea Premusic, composta da
quattro cassette, è caratterizzata dalla presenza di fasce sonore continue
e passaggi graduali di intensità in perfetta sintonia con il tipo di
ambiente sonoro in cui vive il feto. Infatti si è verificato che
soprattutto nei primi mesi di vita i bimbi si rilassano e si divertono
ascoltando la musica solo se questa è proposta immersa in fasce sonore
continue. A livello vocale si nota come il timbro della voce della
cantante sia dolce e suadente, e la melodia proposta sia semplice. |