Home Page

Associazione
 La Storia
 
I Maestri
 
Consiglio
 
Iscrizione

Attività
 Esecuzioni
 
Compositori   Bresciani
 Discografia
 Tesi
 Filmati Youtube
 Logotipo

Scuola
 Iscrizione
  Didattica

 
Opuscolo
  Banda Giovanile

Giornale
  La Storia
  
Indici
  
Primo Piano

Archivio Musicale
 Antico
 
Moderno

Associazione Amici della Banda
  

Varie

IMMS Italia

Link di interesse bandistico 

 

           

 

IL CANTO E LA GRAVIDANZA

di Claudio Paganotti e Adalgisa Caraffini

Il canto è un evento essenziale nella vita dell'uomo. Presso tutte le popolazioni della terra il canto ha accompagnato ogni situazione della vita, sia gioiosa che dolorosa, allo scopo di viverla nel modo migliore.
Nelle varie parti del mondo è usanza di molte civiltà cantare durante la gravidanza e il parto, anche se con modalità diverse. In certe zone è la madre che canta, in altre sono una o più donne che cantano di fronte alla gravida, in altre ancora vengono chiamati dei musicisti per suonare e cantare alla madre, soprattutto dal 5° mese di gravidanza in poi.
La pratica del canto prenatale si è tramandata di generazione in generazione per molti secoli, significa, pertanto, che in qualche modo erano evidenziati dei benefici sia per la donna che per il nascituro. Il canto prenatale non è una novità del nostro secolo, ma è una tradizione secolare che recentemente è stata ripresa al fine di favorire un migliore benessere del nascituro e nei futuri genitori.
Esperienze importanti sull'uso della voce in gravidanza sono quelle di Frederick Leboyer e di Marie Louise Aucher.
F. Leboyer propone il canto carnatico, tipico dell'India, che ha la finalità di portare alla presa di coscienza del proprio essere tramite il respiro e il suono. Non si tratta di canzoni, ma di vocalizzi, che durano tutto il tempo del respiro, il quale diventa più profondo e, senza il minimo sforzo, il suono acquista profondità, dolcezza e una qualità particolare di ogni persona: con il canto carnatico si scoprono sonorità. Non è una forma di ginnastica o un esercizio, ma una ricerca interiore, una via verso la coscienza.
Tale coscienza è favorita anche dal fatto di lavorare con la voce tenendo conto della "tonica" di ogni persona, suono base che ognuno ha dentro di sè e che esprime nel parlare e cantare in uno stato di rilassamento. Il respirare profondamente crea benessere a tutto il corpo, perchè muove dolcemente e totalmente il diaframma, che deve essere mantenuto molto elastico per permettere la comunicazione tra il piano vegetativo e sessuale e quello affettivo e cerebrale del corpo. Grazie al respiro profondo, infine, si dà al corpo la quantità di ossigeno adeguata, cosa rara nella società occidentale dove le persone respirano soprattutto con la parte superiore dei polmoni e quindi solo superficialmente.
Dal punto di vista musicale le proposte di Leboyer sono rappresentate dal susseguirsi:
- di suoni uguali, eseguiti con vocali diverse, prima fra tutte la "a" perchè è la vocale più aperta e quindi facilita il rilassamento della mandibola e sblocca situazioni di chiusura della madre;
- di un suono-base, ad un intervallo di 5° e 8°, eseguiti con la stessa vocale e poi con altre vocali, l'inspirazione avviene dopo ogni suono;
- di brevi frasi melodiche, facenti parte di "raga" indiani e cantate con sillabe con cui si indica una successione di 7 suoni ascendenti: SA, RI, GA, MA, PA, DA, NI.
La tampaura, strumento indiano, accompagna il canto con note alla 5° e all'8° che, producendo suoni armonici, favorisce uno stato di concentrazione in chi canta.
Il feto, quindi è immerso in un'onda sonora che trasmette serenità e pace. Tale canto, ripreso dopo la nascita, lo aiuterà a riconoscere la madre ed a ricordare quelle sensazioni. Durante il travaglio di parto i suoni della tampaura, dolci ma ben scanditi, costituiscono un sostegno per la donna, perchè accompagnano il ritmo delle contrazioni.
La voce della madre attua un benefico massaggio a livello cellulare, le consente di allontanare la tensione e di riempirsi di energia liberata dalle vibrazioni canore.
Le donne che hanno utilizzato in gravidanza questo canto erano talmente abituate a lasciare andare le tensioni attraverso la voce che durante il parto non hanno percepito il dolore.
M. L. Aucher ha fondato in Francia parecchi centri di canto prenatale. Tale proposta nasce dall'osservazione che i bimbi, le cui madri avevano cantato durante la gravidanza, presentavano caratteristiche positive come solidità della nuca, vigore della colonna vertebrale, sviluppate percezioni uditive e manuali, vivacità di riflessi, memoria uditiva delle voci e dei testi vocali ascoltati durante il periodo fetale, adattabilità cooperativa.
Aucher ha constatato che per la madre il canto è un mezzo di trasformazione, costruisce un messaggio per l'intero organismo e ricarica il sistema nervoso. Inoltre è un mezzo efficace per armonizzare e rinforzare i legami all'interno della coppia e tra la coppia e il nascituro.
Da parte del feto si è constatato che, oltre ad essere beneficamente investito dalle vibrazioni sonore della voce della madre, tramite l'udito ed il tatto, assorbe tutte le sfumature emozionali di lei. Dopo la nascita riconoscerà le canzoni cantate dalla madre e queste lo calmeranno.
Dal punto di vista musicale le proposte sono rappresentate oltre che da vocalizzi anche da canzoni.
Il lavoro con le vocali è supportato da una serie di esercizi per rilassare e dare il giusto tono alle varie parti del viso e del corpo, per permettere al suono di trovare la sua naturale amplificazione (risonanza) in tutte le cavità interne. Altri esercizi con la consonante "m" consentono, tramite movimenti della lingua, di cercare la qualità particolare del proprio suono. Ogni vocalizzo implica la consapevolezza della corretta posizione della bocca, delle labbra, delle spalle e di tutto il corpo, ma soprattutto il pensare che il proprio essere si sta risvegliando ed espandendo. Si fanno i vocalizzi per imparare a dare la giusta direzione al fiato, rimediare alle posture scorrette del corpo, sciogliere il bacino, fortificare i reni, illuminare i luoghi di amplificazione sonora: testa, petto, ventre.
Le canzoni per la gravidanza alcune sono composte dalla stessa Aucher, altre sono tratte dal folklore tradizionale del paese in cui si vive (ninna-nanna, canti d'amore.....), affinché l'impronta che il neonato riceverà potrà adattarlo a tutte le situazioni. Per accompagnare i canti è stato scelto il pianoforte, perchè dà sicurezza alle voci e trascina il gruppo.
Prima di cantare il gruppo legge ad alte voce il testo della canzone, per elaborare delle immagini mentali inerenti al testo e a particolari sensazioni, che poi verranno espresse durante il canto. Il corpo diventa, quindi, strumento per esprimere ciò che è provato. Al canto si uniscono anche movimenti di marcia e di danza che enfatizzano in modo dolce il ritmo, fattore strumentale del feto. Cosciente dell'importanza per il feto della voce parlata, Aucher ha elaborato dei pensieri per i nove mesi di gravidanza, che la madre dovrebbe leggere al nascituro.
Recentemente, un suo collaboratore P. Fischmann rilevando l'importanza della presenza sonora del padre per il feto, ha composto canzoni che dovrebbero essere cantate dai padri al nascituro, una per mese. Tramite tali canzoni, il padre crea quell'ambiente permeato d'amore e di fiducia per la vita, necessario per la sua donna e per il feto. Inoltre con le sonorità gravi della sua voce invierà benefiche vibrazioni specialmente al bacino e alle gambe del feto, in quanto mentre i suoni più acuti risuoneranno soprattutto nel tronco e nella testa, quelli più gravi nella parte bassa del corpo fetale.
In Italia la conoscenza di questi studi non è molto diffusa e i materiali di musica vocale a disposizione delle gravide sono limitati.
L'Associazione Nazionale per l'Educazione Prenatale ha elaborato proposte che coinvolgono le madri con la parola ed il canto.
La prima di G. Soldera, riguarda il significato simbolico delle lettere dell'alfabeto, si tratta di uno studio comparato sui significati di ogni lettera presso varie culture. La madre, dopo aver letto tali significati, è invitata ad inspirare e poi ad emettere il suono della lettera pensando ai suoi significati, per trasmetterli così al feto. Per esempio la lettera "a" è segno di apertura, di meraviglia.
La seconda proposta è quella di D. Fiscon, che prevede due musicassette e un libretto introduttivo. La prima cassetta presenta alcuni vocalizzi ispirati al canto carnatico e alla musicoterapia indiana, che aiutano la madre a rilassarsi ed a percepire se stessa. La seconda cassetta propone delle canzoni con cui la donna si rivolge al feto intessendo un dialogo, alcune canzoni prevedono anche l'intervento dei padri. Sono in lingua italiana, musicalmente semplici e quindi facilmente memorizzabili, poiché lo scopo è che siano i genitori a cantarle al feto, trasmettendo insieme al suono, le loro emozioni ed il loro amore.
La semplicità dei canti è anche finalizzata a stimolare nei genitori la loro inventiva personale; far emergere le loro sensazioni canticchiando o vocalizzando spontaneamente,, superando inibizioni dovute al timore di sbagliare e recuperando così l'abitudine di esprimersi col canto.
La Prènatal ha proposto "Premusic", una linea di composizioni musicali create per la gravida e per il neonato. La linea Premusic, composta da quattro cassette, è caratterizzata dalla presenza di fasce sonore continue e passaggi graduali di intensità in perfetta sintonia con il tipo di ambiente sonoro in cui vive il feto. Infatti si è verificato che soprattutto nei primi mesi di vita i bimbi si rilassano e si divertono ascoltando la musica solo se questa è proposta immersa in fasce sonore continue. A livello vocale si nota come il timbro della voce della cantante sia dolce e suadente, e la melodia proposta sia semplice.