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VIAGGIO NELLE REALTÀ MUSICALI BRESCIANE

LA “SCUOLA POPOLARE DI MUSICA” UN VUOTO DA RIEMPIRE

di GIOVANNI LlGASACCHI

Nel corso della bicentenaria presenza nella vita musicale bresciana della "Musica cittadina" o "Banda civica" si trova la testimonianza della prima "Scuola popolare di musica" e negli ultimi anni del XVIII secolo, essa contribuì alla fondazione della Banda musicale la quale, nel 1798, fu incorporata nella Guardia Nazionale a Brescia dalle truppe napoleoniche che avevano occupato la nostra città il 27 maggio 1876. La memoria della presenza delle banda ci viene comunicata dal "Giornale democratico" del 13 giugno 1798 che scrive: "Si è organizzata a Brescia una banda d'unirsi alla Guardia Nazionale. È numerosa e armoniosa ed è composta da giovani dilettanti e bravi patrioti. L'altro ieri si mostrò per la prima volta al popolo bresciano che l'accompagnò in folla e la coperse di applausi".
Andrea Valentini nel suo libro "Musicisti bresciani e il Teatro Grande di Brescia" ci informa che nel 1851, in seguito allo scioglimento temporaneo della Banda municipale, a causa di screzi con l'autorità austriaca, veniva fondata dal signor Alessandro Parmigiani una "Scuola di musica" che aveva lo scopo di creare una Società filarmonica. Alla direzione di questa scuola fu chiamato Giovanni Venturi e per insegnanti i maestri Giovanni Papa (1830-1883) e Agostino Mantelli Bonalda (1824-1909).
La scuola per strumenti a fiato era frequentata da operai, commessi, commercianti, artigiani, studenti e impiegati. L'istituto ottenne nel 1857 il decreto di approvazione dell'lmperial Regno Luogotenenza di Milano col titolo di "Banda civica".
È importante sottolineare che nei primi anni del 1880 e soprattutto dopo l'Unità nazionale numerose scuole di musica sorsero in tutta la provincia.
Nel 1862 il benemerito cittadino Carlo Antonio Venturi (1805-1864), famoso musicologo ed esperto violinista, nel suo testamento nominava erede del proprio patrimonio il Comune di Brescia" perché con i redditi del medesimo istituisse a pubblico beneficio una scuola di musica".
L'assunzione da parte del Comune del patrimonio Venturi fu lunga e travagliata e si protrasse, fra denunce e polemiche, fino al 1866. Nel 1863 alcune personalità bresciane (Franchi, Valotti, Quaranta ed altri) preoccupate per gli ostacoli incontrati nell'attuazione della volontà testamentale del Venturi, avevano progettato di fondare una associazione filarmonica, i cui soci, per mezzo di un contributo personale e volontario, avrebbero dato vita ad una "Scuola di musica privata" che permetteva di anticipare i tempi relativi al successivo avviamento dell'Istituto musicale Venturi.
Nell'anno scolastico 1864/65 iniziarono le lezioni; venne approvato il regolamento che stabiliva alcune direttive tuttora interessanti.
La scuola non comprendeva solo elementi musicalmente dotati ma anche indigenti ed accoglieva, dietro adeguato compenso, anche giovani appartenenti a famiglie agiate. Si vuole creare una scuola veramente popolare, senza barriere sociali ne in alto ne in basso, nella quale ciascuno, ricco o povero, dovesse contribuire finanziariamente al all'andamento della scuola stessa (che era gestita esclusivamente da privati).
È da sottolineare quanto venne stabilito dal paragrafo 17, del regolamento che prescriveva agli allievi "gratuiti" l'obbligo di prestare servizio senza ricevere alcun compenso per due anni, nelle principali istituzioni musicali cittadine: gli studenti di canto nella Cappella del Duomo, gli studenti di strumenti ad arco nell'orchestra del Teatro Grande e quelli di strumenti a fiato nell'orchestra e nella Banda musicale.
Questa iniziativa volta a favorire l'inserimento dei giovani strumentisti nelle istituzioni musicali esistenti nella città è più che mai valida e attuale soprattutto per gli studenti di strumenti a fiato che frequentano il Conservatorio.
Tale inserimento sarebbe vantaggioso sia per le istituzioni musicali, sia per gli strumentisti, a cui la pratica musicale e la continua lettura di musiche nuove permette di raggiungere quella esperienza che nessuna scuola, sia pur valida, può dare, e che, nella vita artistica, è di grande aiuto sotto ogni aspetto.
La scomparsa dell'Istituto Musicale Venturi, in seguito all'istituzione del Conservatorio di Stato (1971), ha lasciato alla città un grande patrimonio artistico e umano che ha dato una indelebile impronta alla cultura bresciana.
L'esigenza di una "Scuola popolare di musica" capace di raccogliere le esperienze e i principi sociali, umani e culturali del "Venturi" è più che mai sentita dalle giovani generazioni che rivendicano la loro partecipazione, come protagonisti, alla cultura musicale quale elemento fondamentale alla formazione delle personalità umane (è questo un vuoto che la nostra città deve assolutamente colmare).
Una "scuola di musica" con "la musica" in un ambiente aperto alla sperimentazione delle nuove idee didattiche e alle esperienze di socializzazione del "far musica insieme".
La Filarmonica "Isidoro Capitanio" fedele alla sua antica tradizione, è impegnata in maniera prioritaria a dare spazio alla "Scuola popolare di musica" aperta ai giovani che operano nel mondo del lavoro e nella scuola.
Negli ultimi tre mesi dell'anno scolastico 1985/ 86 la Banda cittadina ha dato inizio ad un corso sperimentale che ha visto impegnati oltre 30 allievi di età compresa fra i 12 e 25 anni.
Con l'inizio del nuovo anno scolastico la "Scuola di musica" riprenderà regolarmente il proprio lavoro e affiancherà ai vecchi allievi i nuovi iscritti.
I partecipanti riceveranno gratuitamente parte del materiale didattico e, fin dove possibile, gli strumenti musicali. Dovranno inoltre versare in due o più rate una quota annua di iscrizione di L. 100.000.
Il cammino da seguire per la creazione di un "Scuola popolare di musica" ben strutturata che possa soddisfare le nume rossissime richieste, è ancora lungo, soprattutto perché bisogna rendere consapevoli le autorità competenti e l'intera cittadinanza della validità sociale e culturale di una simile iniziativa, che deve assolutamente essere sostenuta e aiutata nella sua non facile crescita e piena realizzazione.