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VIAGGIO NELLE REALTÀ MUSICALI BRESCIANE

IL GRUPPO DI MUSICA ANTICA “PARIDE E BERNARDO DUSI”

di SERGIO NEGRETTI

Il gruppo di musica antica "Paride e Bernardo Dusi" è un'insieme strumentale conosciuto sia in città che sul territorio nazionale, ambiti dove in questi ultimi anni si è più volte esibito riportando numerosi consensi sia di pubblico che di critica. Il gruppo ha già superato gli undici anni di attività concertistica. Si è infatti costituito nel 1974 nel clima culturale del Centro Giovanile Bresciano di Educazione Musicale "Gioietta Paoli Padova" diretto da Giovanni Ligasacchi.
Nato, oltre che dal piacere di suonare insieme, dall'esigenza di individuare una propria strada nell'ambito dell'interpretazione musicale, il gruppo ha trovato forza di coesione in questi anni nel serio lavoro dei suoi componenti, tesi verso il raggiungimento di un intendimento comune: l'individuazione di una propria identità mediante la specializzazione esecutiva della musica di un determinato periodo storico. Il gruppo Dusi circoscrive la sua indagine interpretativa quasi esclusivamente alla musica strumentale del rinascimento e del primo barocco, con interesse maggiore nei confronti di quella italiana e con particolare attenzione alla produzione musicale della scuola veneta e della sua area di influenza.
È soprattutto verso questo ambito, nel quale si colloca la letteratura musicale rinascimentale e primo-barocca bresciana, che il gruppo ha rivolto il suo interesse filologico. A testimonianza di que-sto particolare interesse, che ha sempre contraddistinto l'attività del Dusi, basterebbe ricordare le numerose esecuzioni, in città e in provincia, di alcune composizioni dei maggiori musicisti della scuola bresciana del '500 e del '600.
È sulle partiture di musicisti quali Biagio Marini, Florentio Maschera, Cesario Gussago, Pietro Lappi, Luca Marenzio, Costanza Antegnati e molti altri che il complesso ha sviluppato i suoi approcci con la musica antica.
Il Dusi, figlio del suo tempo, non è rimasto indifferente al fenomeno culturale che ha visto in Italia, negli ultimi 15-20 anni, la riscoperta della musica medioevale, rinascimentale e barocca.
Nonostante la musica antica presenti notevoli problematiche dal punto di vista della prassi esecutiva, questo non le ha impedito di divenire, dal dopo guerra ad oggi, uno dei generi musicali più attuali e più studiati a livello europeo. Anche nel nostro paese, infatti, come si diceva più sopra, da almeno quindici anni tutta la musica dal medioevo a Bach e Haendel è divenuta oggetto di largo interesse culturale, soprattutto da parte dei giovani.
Sono sorti quindi, finalmente anche da noi, insiemi strumentali specializzati nell'esecuzione di questa musica che, come già in Inghilterra, in Olanda, in Germania e in Francia, si servono di copie di strumenti antichi o, in alcuni rari casi, di veri strumenti d'epoca.
Il Dusi, tra i gruppi italiani di musica antica, è senz'altro tra quelli che possono vantare uno strumentario tra i più omogenei e completi: da circa sette anni, infatti, utilizza copie di strumenti a fiato dei secoli XVI e XVII. Cornetti e tromboni rinascimentali, trombe barocche, flauti diritti rinascimentali, cromorni, un fagotto (per altro originale del secolo XVIII) e percussioni varie, hanno offerto la possibilità di affrontare il repertorio con quella correttezza filologica nei timbri e nella sonorità che solamente copie ben costruite di strumenti dell'epoca, in mancanza di quelli originali, possono offrire.
In questi ultimi anni il Dusi è riuscito a farsi conoscere sul territorio nazionale, dove ha avuto modo di essere più volte ascoltato, esibendosi in alcune località italiane quali: Cremona, Pavia, Torino, Venezia, Bologna, Pistoia, Todi, Ischia, Prato, L'Aquila, Palermo, Milano e altri centri ancora, suonando da solo o sotto la guida di alcuni tra i più autorevoli interpreti di musica antica, sia italiani che stranieri. Nel settembre ed ottobre scorso ha partecipato a due manifestazioni musicali importanti, organizzate dalla Biennale Musica di Venezia prima e dalla Fabbriceria di S. Petronio a Bologna poi, per commemorare i musicisti Andrea e Giovanni Gabrieli.
Ma è soprattutto in Brescia e nella sua provincia che il Dusi costruisce lentamente la sua storia e la sua esperienza musicale. Inizialmente era costituito da un quartetto di tromboni moderni. Questa compagine strumentale, dopo aver ottenuto il battesimo del pubblico durante un primo concerto tenutosi presso la Chiesa Parrocchiale di S. Bernardo in Costa Lunga, nell'aprile del 1975, ebbe modo di esibirsi in alcuni concerti tenutisi in località di provincia, quali Verolanuova, Nave, oltre che al Teatro Ponchielli di Cremona. In seguito si aggiunsero gradualmente quattro esecutori di tromba moderna, l'inserimento dei quali diede l'opportunità di affrontare un repertorio più vasto e maggiormente qualificante sotto il profilo artistico.
Con questo organico il Dusi realizzò parecchi concerti, un po' ovunque, in provincia ed in alcune chiese bresciane, quali la chiesa di Santa Maria del Carmine, la chiesa di S. Giuseppe, la chiesa di S. Clemente, il Duomo Vecchio, i Chiostri della Chiesa del Carmine di S. Giovanni Evangelista e di S. Francesco d'Assisi.
La scelta di passare dall'uso di strumenti moderni alle copie di fiati antichi (cornetti e tromboni, attualmente utilizzati) fu dettata da una ragione fondamentale: il repertorio si era ormai indirizzato quasi esclusivamente verso la musica dei secoli XVI e XVII e il gruppo avvertiva l'esigenza di una esecuzione filologicamente più corretta. In questa evoluzione ha avuto un'influenza determinante la partecipazione ai vari corsi di perfezionamento sulla prassi esecutiva della musica antica (corsi tenuti da esperti nella materia, quali il trombettista Edward H. Tarr, il cornettista Bruce Dichey, il trombonista Charles Toet, the London Early Music Group diretto dal liutista James Tyler) che hanno profondamente giovato allo sviluppo tecnico ed hanno contribuito a rafforzare ulteriormente nel gruppo uno spirito di unione e di omogeneità esecutiva.