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SETTE MUSICISTI PER...
IL POEMA "14 LUGLIO" DI ROMAIN ROLLAND
di Giovanni Ligasacchi
In occasione del Bicentenario della Rivoluzione
francese, la casa editrice francese "Le chant du monde" ha pubblicato i
sette interludi musicali composti per il poema "14 luglio" del grande
scrittore francese Romain Rolland (1866-1944).
Il poema venne rappresentato nel parco parigino Alhambra il 14 luglio
1936. Gli interludi furono espressamente composti "puor orchestre d'harmonie"
dai musicisti Jacques IBERT, Georges AURIC, Darius MILHAUD, Albert ROUSSEL,
Charles KOECHLIN, Artur HONEGGER e Daniel LAZARUS.
L'edizione, in bella veste tipografica, è arricchita dall'interessante
presentazione del noto musicologo Fréderic Robert.
La rappresentazione del poema avvenne all'indomani della vittoria del
Fronte popolare che, nelle elezioni politiche del 1936, conquistava la
maggioranza dei suffragi del popolo francese.
La situazione politica era gravida di minacce e sconvolgimenti in seguito
alla presa del potere dei fascisti in Italia (1922) e alla ascesa in
Germania dei nazisti (1933).
Le immediate conseguenze furono le avventure coloniali italiane e la
guerra civile in Spagna. Il presagio della guerra era drammaticamente
vissuto dal popolo francese e dalle nazioni europee.
In questa particolare situazione il poema "14 luglio" di Romain Rolland
rappresentava un messaggio ai francesi affinchè ritrovassero lo spirito e
la passione patriottica del 1789.
La rappresentazione del poema avvenne "en plein air" con la collaborazione
di Pablo Picasso, per la scenografia, e con gli interludi musicali
composti dai prestigiosi musicisti prima menzionati.
L'Ouverture del primo atto è composta da Jacques Ibert (1890-1962)
che, con grande maestria, afferma la sua genialità anche nel comporre
musica per strumenti a fiato; fatto questo ampiamente dimostrato dal
Maestro nel "Concerto per violoncello e nove strumenti a fiato"
In tutte le opere di Ibert risulta sempre evidente la chiarezza
strutturale, tematica e coloristica, elementi questi concepiti con effetti
strumentali in cui una parte importante è affidata agli strumenti a fiato.
L'Ouverture inizia con un gruppo di strumenti a percussione
(timpani, tamburo, grancassa e piatti) in tempo maestoso, fortissimo, che
funge da introduzione all'entrata della fanfara di trombe e tromboni.
Segue un movimento pervaso da una delicata leggerezza e plasticità che
evoca gli ultimi momenti dell'Ancien Regime che preludono la tempesta
rivoluzionaria descritta nel finale dell'ouverture.
George Auric (1899-1983) descrive la vita all'interno del Palais Royal
durante la mattina del 14 luglio. I mercanti sono seduti davanti ai loro
negozi decorati da insegne patriottiche, inneggianti a Necker e alla
Assemblea Nazionale. Gruppi di ragazze discintamente vestite, con il capo
coperto da enormi mazzi di fiori, passeggiano tra la folla con
atteggiamenti provocanti. La gente appare inquieta nei suoi movimenti. La
scena brulicante di vita è magistralmente descritta dal preludio che è tra
le migliori pagine sinfoniche di George Auric.
La sua musica, pur risentendo dell'influenza dei compositori del gruppo
"Le six" composto da Honegger, Durey, Milhaud, Germaine, Taillefer e
Poulenc, conserva sempre una profonda spontaneità inventiva.
L'ultima scena del primo atto sottolinea la collera del popolo per la
condanna all'esilio di Necker, il Ministro delle finanze, che aveva
tentato invano di sollevare la Francia dalla gravissima crisi economica.
"Il popolo infuriato grida alla Bastiglia... il corteo si mette in moto,
rullano i tamburi, poi dalle torri sparano i cannoni...".
Nella composizione di Auric sono individuabili due citazioni del tutto
opportune: una tolta da un'arietta di Gluck e l'altra da Gretry.
L'abilità coloristica del Maestro è pienamente confermata nel
"Divertimento pour orchestre à vent" pubblicato dall'editore Peters di
New York. Il primo atto si conclude con "Introduzione e marcia funebre"
di Darius Milhaud (1892-1974).
La scena descrive la protesta popolare per la gravissima crisi economica
che travagli a le classi più povere ridotte alla fame.
Questa stupenda composizione conferma pienamente la straordinaria
creatività di Milhaud.
Fra le sue composizioni sono da ricordare le "Deux marche per banda"
Op. 260 (1945); Suite française Op. 248 (1943); "Fanfare de la
liberté" Op. 235 (1942); "Equisses per fiati" Op. 224 (1941);
"Divertimento" per quartetto di Fiati, Op. 299 bis (1958); “West
Point Suite per banda”, Op. 313 (1951).
Il secondo atto inizia con il cupo e drammatico Prelude di Albert
Roussel (1869-1937). Gli accordi lugubri sottolineano l'apparizione, nel
buio della notte, della massa enorme e nera della Bastiglia, di cui le
torri, a poco a poco, si stagliano minacciose nel cielo man mano che
s'avvicina l'alba. Lontano risuonano gli incudini delle fucine, e, ai
timidi rintocchi delle campane, fanno eco i colpi d'arma da fuoco. Nelle
strade i sanculotti alzano le barricate con tronchi di legno e sacchi di
terra. Il sorgere dell'alba concorreva a stemperare l'ansia e la collera.
Questo preludio è considerato una pagina magistrale tra le ultime
composizioni sinfoniche di Roussel.
Di notevole livello sono le composizioni per strumenti a fiato del
Maestro: Fanfare pour un sacre païen (1921); Le Bardit des
Francs per coro e ottoni (1925); Glorius Day, Op. 48 (1932);
Divertimento per fiati e pianoforte, Op. 6 (1905), che, per la sua
concisione e vivacità ritmica, fa pensare alla Sagra della primavera di
Strawinski.
Roussel fu, volutamente, un compositore isolato, lontano da ogni scuola o
corrente. Egli contribuì a mettere in evidenza uno stile personale, che ne
fa una figura singolare e interessante della musica francese.
Liberté - per orchestra di fiati e coro - è la canzone composta da
Charles Koechlin (1867-1950).
Koechlin aveva approfondito, nel 1935, le possibilità espressive degli
strumenti a fiato realizzando la trascrizione di una suite di canzoni del
tempo di Luigi XIII composta per il bicentenario del Museo delle Scienze
di Parigi.
Aveva inoltre composto l'inno "Liberons Thälmann" per coro e banda
che divenne molto popolare in Francia e contribuì alla campagna di
solidarietà per la liberazione del segretario generale del Partito
comunista tedesco incarcerato da Hitler nel 1934.
L'analisi di questa canzone si trova nel suo "Trattato di orchestrazione"
stampato a Parigi nel 1949.
Fra le composizioni di Koechlin per strumenti a fiato sono da ricordare:
"Hymne à la libertè" per coro e banda (1936); "Hymne à la Raison"
per coro e banda (1936); "Motets de style archaïque" per coro e banda,
Op. 225 (1949); "20 sonneries pour trompes de chasse", Op. 123
(1932); "Tu crois à beau soleil" per fiati, Op. 142,2 (1944); "Quelches
chorales pour des fites populaires" per banda, e per coro e banda, Op.
153 (1944).
Fra i suoi scritti rivestono particolare interesse "Les istruments a
vent" (1948) e "Traité d'orchestration" (4 volumi stampati nel
1948).
Per il terzo atto Artur Honegger (1892-1955) compose la "Marcia sur la
Bastille".
Romain Rolland descrive la scena... “in ogni momento i soldati svizzeri
vanno e vengono sul ponte levatoio... si spara e il fumo si innalza di
tanto in tanto sopra le mura e si sente il rullo dei tamburi che incitano
al combattimento".
Questa impressionante "marcia" è degna in tutti i punti dell'autore di
"Pacific 231".
Honegger riesce ad esprimere l'impressione di paura e di sofferenza
provocata dalla tenebrosa immagine della Bastiglia.
Il terzo atto del poema di Romain Rolland si conclude con il canto de "Fete
de la Libertè", scritto per coro e banda da Daniel Lazarus
(1898-1964), compositore e celebre direttore d'orchestra.
Mentre si conclude il canto di libertà un attore declama i versi di Romain
Rolland:
LIBERTÉ, notre suprème amour
Triomphe en ce jour
La Bastille est prise, o joie
Chantons la victoire du peuple
Nous t'avons payè de notre sang, Liberté!
Malheur à qui oserait s'attaquer à toi
Nous poitrines seront ton rempart, Liberté!
Les tyrans et leurs armées sy bruseront.
"14 JULLET"
lnterludes pour le piéces de Romain Rolland per or chestre d'Harmonie
(Banda)
1) Jacques IBERT - Ouverture
2) Groeges AURIC - Palais Royal
3) Darius MILHAUD - Introduction et marche funèbne
4) Albert ROUSSEL - Prelude
5) Charles KOECHLlN - Liberté
6) Arthur HONEGGER - Marche sur la Bastille
7) Daniel LAZARUS - Féte de la liberté
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