|
NEGLI ANNI DELLA RIVOLUZIONE - 4 -
CI FU ANCHE IL BOOM DELLA CANZONE
di Giovanni Llgasacchi
Durante la Rivoluzione si è cantato molto in ogni
occasione,
"La canzone era allora un genere musicale diffuso, quello che circolava
più discretamente ed era per questo il più efficace per diffondere tra il
popolo gli ideali e i problemi della Rivoluzione". (1)
Negli anni precedenti la rivoluzione le canzoni erano, in gran parte,
composte da poeti improvvisati che utilizzavano motivi musicali di canzoni
popolari.
Attraverso la canzone il popolo analfabeta trovava un mezzo di formidabile
efficacia per far capire il mutato rapporto nei confronti delle
istituzioni e nel contempo contribuiva, in maniera determinante, a
preparare la partecipazione del popolo ai primi moti rivoluzionari.
La Monarchia, l'Aristocrazia e il Clero vengono messi alla berlina
"sbalzati dai loro secolari piedistalli sono messi di fronte alla gente
nelle loro reali dimensioni, privi di quell'addobbo che conferiva loro un
potere sociale ed intimidatorio". (2)
La straordinaria diffusione della canzone è un fenomeno tipicamente
francese che non trova riscontro in nessun paese d'Europa,.
Basti pensare che nell'arco di tempo che va dal 1787 al 1799 vengono
prodotte oltre 3000 canzoni da eseguire nelle osterie, per le strade, nei
circoli, nelle feste e in occa-sioni di cerimonie civiche. (3)
L'origine della canzone come forma di comunicazione si perde nella notte
dei tempi. Nelle varie epoche la canzone ha subito trasformazioni
importanti adeguandosi alla situazione politica, sociale ed economica
della Francia,
Come la "romance" che deriva direttamente dai me-nestrelli del Medio Evo.
Nel XVI secolo Olivier Bosselin de Vire (località della Normandia del sud)
crea il "Vaudeville", In principio si chiamò "Vaux de Vire", poi "Vaux de
Villes", ed infine Vaudeville,
Protagonisti del Vaudeville furono i Chansonniers che attraverso la
canzone mettevano a nudo i problemi più scabrosi della società del tempo:
l'ingiustizia, la miseria, i diritti dell'uomo, le speranze e gli ideali
di una società.
Nella seconda metà del XVIII secolo il Vaudeville si identifica con il
teatro, soprattutto nell'opera buffa con arie di carattere faceto e
giocoso.
Mozart stesso inserì il "vaudeville" nel quartetto finale del "Ratto del
Serraglio". Artefici della popolarità del Vaudeville furono centinaia di
Chansonniers che lo diffusero nelle strade, nelle osterie, nelle piazze,
nelle prigioni e nei salotti letterali di Madamoiselle de Lespinasse,
Madam Geofrin, ecc.
Verso la metà dello stesso secolo, Rousseau compone le "Devin du village"
e la regina Maria Antonietta scrive il testo del "Pouvre Jacques" per la
musica del marchese da Travenet e compone un'aria per il poema de Florian
"C'est mon amy" che ebbe un clamoroso successo.
Nella lista cronologica delle canzoni, è interessante osservare il titolo
di alcune prodotte nel 1787 e pubblicate nel "Dictionarie des chansons".
(4)
Fra queste citiamo "Comme a Paris" A Angelique d'Al... qui revenait de l'Amerique
en 1787, paroles: Beffroy de Reigny sull'aria di "Comme a Paris".
L'America era di moda! La guerra d'indipendenza, iniziata nel 1776, si
concluse vittoriosamente nel 1783. Sin dall'inizio si nota la
partecipazione di un gruppo di francesi che, comandati dal generale
Lafayette, partecipano alla lotta dell'indipendenza del nuovo mondo. Nello
stesso anno (1787) si diffuse la canzone intitolata: "Grace a l'utile
decouverte que nous devons a Mongolfier" cantata sull'aria "A vec les jeux
dans le village".
Nell'anno 1788, si diffuse il vaudeville "les vantages de la science"
parole di M. De Lautel, sull'aria "La fete des bonnes gens". Questo
vaudeville vuole rammentare alla gente che, dal 1751 al 1780 erano stati
'pubblicati i 35 volumi dell'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert, «ou
Dictionnaire raisonnè des scienes des artes ed Metiers» (Es. 4).
Le canzoni che si diffondono nel 1789 sono fortemente influenzate dalla
nuova situazione politica, difatti le canzoni si ispirano ora alla "prise
de Bastille" alla "Abolition des privileges", alla "declaration des droits
de l'homme" e alla "Chanson contre l'Assemblée National".
Questa canzone era una salace caricatura del Duca Orleans cugino di Luigi
XVI presidente dell'Assemblea dei nobili che venne definitivamente sciolta
nel 1789 e sostituita dall'Assemblea Nazionale.
Fra le canzoni che godettero grande popolarità in quegli anni sono da
rammentare "Ha ça ira" su testo di Landré e cantata sulla melodia "Le
carillòn nazional" di Beacourt. "Ha ça ira" (Andrà tutto bene) era
l'espressione favorita da Benjamin Franklin per rassicurare gli amici
francesi preoccupati dall'avvenire della giovane confederazione americana.
Altre canzoni molto popolari nel 1792 erano "Veillon au Salut de
l'Empire", "La Carmagnola". Nello stesso anno Joseph Rouget de l'Isle
compone, "dans la nuit qui suivant la proclamation de la guerre
(all'Austria) fin avril, 1792" cioè nella notte del 25 - 26 aprile, "La
Marsigliese".
Questa canzone è tutt'oggi considerata il migliore inno nazionale che sia
stato scritto. Altre canzoni che ebbero grande successo in quegli anni
furono Le Chant du 14 juillet (1790) testo di M. J. Cheniér con musica di
F 1. Gossec; L'Hymne a Voltaire (1791) composto da Gossec e Chenier, Le
Chant du départ (1794) e l'Hymne des vengt deux, composto da Gossec -
Chenier "en honneaur des victimes de le tyrannie décemvirel" in memoria
dei girondini trucidati nel periodo del terrore.
La straordinaria diffusione delle canzoni e degli inni composti per le
feste e le cerimonie civili attirò l'attenzione di Bernard Sarette e dei
compositori interessati a tale produzione. Difatti il 10 gennaio 1794
Sarette e i compositori presentarono una petizione al Comitato della
Pubblica Istruzione affinchè venisse creata una associazione fra i
compositori impegnati nella produzione di musica ad uso delle feste e
cerimonie pubbliche al fine di controllare i profitti degli editori
parigini che avevano il monopolio della stampa di tale repertorio.
A quel tempo Parigi era la capitale della musica e il centro europeo della
editoria musicale. Difatti gli editori parigini stampavano migliaia di
copie di canzoni, di inni, marce per le feste civili e militari che
venivano celebrate su tutto il territorio nazionale.
Gli avvenimenti rivoluzionari spostarono gli interessi economici degli
editori che, rinunciando alla stampa di musica strumentale da camera, si
dedicarono con notevole profitto alla stampa della musica ad uso delle
feste.
Il Comitato della Pubblica Istruzione, sentite le ragioni dei compositori
approvò il 15 febbraio 1794 lo statuto definitivo della associazione dei
compositori che chiamò "Magasinsique à l'usage des fetes nationales". (5)
Tale statuto stabiliva i compiti dell'Associazione:
Suo scopo principale è quello di porre i cittadini di tutti i dipartimenti
nella condizione di prendere parte alle a cerimonie civili che gli
avvenimenti suscitano nei luoghi della rappresentazione nazionale, di
mantenere vivi in tutta la Repubblica il gusto e il desiderio di quest'area,
destinata ad essere il segnale delle lotte e l'espressione degli slanci di
un grande popolo verso la libertà e la felicità dell'umanità intera; suo
scopo è di conseguenza quello di diffondere e di far arrivare in tutti i
distretti i brani di musica più adatti alla solennità e delle feste
nazionali, a sostenere lo spirito pubblico, ad accendere il patriottismo,
a colmare utilmente i periodici giorni di riposo nell'ambito del quale è
necessario sostituire le vecchie abitudini di riunione superstiziosa con
qualcosa di più conforme ai principi ed ai progressi della nostra
rivoluzione. Diversi comuni hanno già espresso questo desiderio e qualcuno
ha già diretta-mente scritto al corpo musicale della Guardia Nazionale
Parigina.
Nonostante le difficoltà incontrate nel periodo del terrore (agosto 1793 -
agosto 1794) il "Magasin de musique" pubblicò migliaia di copie di inni e
canzoni che si diffusero in tutta la Francia. Il 14 maggio del 1795 il
Comitato della Pubblica Istruzione scelse il suo impegno di contribuire al
finanziamento del "Magasin de musique" che, tuttavia, continuò a mantenere
fede al suo compito istituzionale che si protrarrà fino al 1797, anno in
cui si trasformerà in "Imprimerie de Conservato ire National de Musi. que"
e sotto questa sigla produrrà canzoni patriottiche fino al 1799.
NOTE BIBLIOGRAFICHE:
1) Brévan B. - Musica e rivoluzione, ed. italiana Ricordi
Unicopli. Milano, 1980
2) Dalmonte R. - Musica e rivoluzione francese, in "Musica e
Realtà" - aprile 1980
3) Marty 0.0. - Dictionnaire des Chanson de la Revolution - Ed.
Tallandier - Paris, 1988
4) Marty 0.0. - op. Citata
5) Pierre C. - Le magasin de musique à l'usage des f'etes nationales -
.. Paris, 1895. |