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NEGLI ANNI DELLA RIVOLUZIONE
FRANCESE - 3 -
QUANDO NACQUE LA "MARSIGLIESE"
di Giovanni Ligasacchi
La Rivoluzione Francese sarà solo tenebre per chi
vorrà guardarla isolatamente: solo nei tempi che la precedono bisogna
cercare la luce capace di illuminarla.
Alexis de Tocqueville
Il giorno in cui cadde la Bastiglia il termine "banda" in Francia,
Germania e in altri paesi europei stava ad indicare un insieme di
strumenti a fiato formato da 8 a 12 suonatori.
Nei mesi successivi alla rivoluzione esisteva a Parigi un'orchestra di
strumenti a fiato composta da 45 musicisti a tempo pieno e stipendiati dal
Municipio.
L'evoluzione strumentale del complesso avvenne gradualmente e si consolidò
in occasione della benedizione delle bandiere della Guardia Nazionale che
ebbe luogo nella Cattedrale di Notre Dame il 20 settembre 1789. In quell'occasione
la banda era composta da ottavini, flauti, oboi, fagotti, clarinetti,
corni, trombe, tromboni, serpentoni e strumenti a percussione.
L'illustre musicologo Costant Pierre così descrive la cerimonia: "Il Santo
Sacramento era preceduto dalla banda della Guardia Nazionale e da molti
tamburi. Il suono di questa musica militare, unita ai canti religiosi,
formava un concerto divino della più alta grandezza" (1).
L'artefice principale della creazione del complesso fu Bernard Sarette,
figlio di un ciabattino, nato a Bordeaux il 27 novembre 1765 e morto a
Parigi. Ufficiale dell'esercito di Luigi XVI partecipò, con i suoi
soldati, ai primi moti rivoluzionari e alla presa della Bastiglia. Per i
suoi meriti di intelligenza e coraggio fu nominato ufficiale retribuito
della Guardia Nazionale di Parigi dove, incoraggiato dal generale La
Fayette, organizzò il Corpo Municipale della Guardia.
Il complesso musicale aveva il compito di partecipare a tutte le cerimonie
e feste promosse dalla Assemblea Nazionale e dal Municipio di Parigi.
Affinché la Banda potesse svolgere i suoi compiti il Comune deliberò di
mettere a disposizione degli strumentisti e dei loro famigliari un Palazzo
per l'alloggio e per svolgere la loro attività artistica.
La direzione musicale del complesso venne affidata a François Joseph
Gossec (1734-1829) celebre compositore che diverrà "il musicista ufficiale
della Rivoluzione". Il suo prestigio personale fu determinante per riunire
intorno alla Banda della Guardia Nazionale i più grandi strumentisti e
compositori presenti a Parigi: fra essi ricordiamo il clarinettista Xavier
Lefevre, il fiautista François Devienne, il fagottista Frederic Blasius,
il corni sta Frederic Duvernoy, ecc., i compositori Luigi Cherubini,
Charles Simon Catel, Etienne Mehul, Hyacinte Jadin, Rudolph Kreutzer,
François Leseur e altri (2).
La musica della Rivoluzione entra in una fase interamente nuova in
conseguenza delle grandi cerimonie per la morte di Mirabeau (2 aprile
1791) Presidente dell'Assemblea Nazionale e per la traslazione dei resti
mortali di Voltai re che, come Mirabeau venne collocato al Pantheon.
La morte di Mirabeau suscitò nel popolo grande impressione e ai suoi
funerali parteciparono 300.000 persone. Durante la cerimonia venne
eseguita per la prima volta la "Marcia Lugubre" di Gossec che impressionò
profondamente il pubblico.
Il giornale "Revolution de Paris" (17 aprile) scrisse: "Le note staccate
l'una dall'altra, rompono il cuore mentre vi si spingono dentro". Allo
stesso modo scrisse il giornale "Moniteaur": "...il rullo lugubre del
tamburo e il suono funebre degli strumenti riempiono l'animo di religioso
silenzio".
Il dolore per la morte di Mirabeau non durò molto, infatti il 10 giugno
dello stesso anno si scoprì che era stato segretamente pagato da Luigi XVI
affinché garantisse la sopravvivenza della monarchia.
Lo scandalo fu grande e la Convenzione ordinò che la salma di Mirabeau
fosse rimossa dal Pantheon.
Voltaire al Pantheon
Nello stesso anno ebbe luogo la cerimonia della traslazione al Pantheon
dei resti mortali di Voltaire. Quando Voltaire morì, nel 1778,
l'Arcivescovo di Parigi gli rifiutò cristiana sepoltura e i suoi fedeli
amici e discepoli decisero di sepellirlo clandestinamente a Scellieres.
La cerimonia di glorificazione del grande filosofo avvenne in un momento
difficile a causa della condanna di Papa Pio VI per l'approvazione, da
parte dell'Assemblea Nazionale, della "Costituzione civile del clero" e
per la proclamazione della "Dichiarazione dei diritti dell'uomo".
La situazione precipitò con il tentativo di fuga di Luigi XVI che fallirà
a pochi chilometri dai confini.
Per queste ragioni la cerimonia in onore di Voltaire assunse un carattere
anticlericale e antimonarchico. La cerimonia aveva come regista il celebre
pittore Jacques David. La grande processione si diresse dove sorgeva la
Bastiglia, dove Voltaire ero stato prigioniero. Partecipavano al grande
corteo i rappresentanti del governo, insieme ad un folto gruppo di
studenti e di attori di tutti i teatri di Parigi.
Le cronache del tempo narrano che "tutto era stato organizzato con stile
teatrale". Gli attori, i cantanti, i ballerini, provenienti da diversi
teatri erano raggruppati intorno alla statua del filosofo nei diversi
costumi nella sua "dramatis personae". Zaire camminava accanto a Maometto,
Giulio Cesare con Edipo e Bruto con la vedova di Malibor...
Uno degli oggetti singolari della processione era una macchina per
stampare volantini che venivano distribuiti alla folla.
Il giornale "Cronique de Paris" definì la cerimonia "il più bello ed
imponente degli spettacoli".
Nel corso di questa cerimonia furono eseguite per la prima volta due
composizioni di Gossec: “l’Hymne sur la traslation du corps de Voltaire au
Pantheon" e il "Choeur patriotique" su testo poetico dello stesso Voltaire
scritto per l'oratorio biblico "Sanson" eseguito il 21 aprile 1778 ai
"Concert Spirituel" con musica di N.J. Deméreaux, come risulta dalla
partitura autografa conservata nella Biblioteca del Teatro dell'Opera di
Parigi (3).
Il "Choeur patriotique" inizia con le parole:
Peuple, eveille toi,
romps tes fers,
remonte à ta grandeur premiere... -
Il testo di Voltaire era un chiaro richiamo alla vigilanza del popolo per
la difesa della libertà così duramente conquistata. La composizione è un
buon esempio del talento di Gossec, armonioso, eroico e ricco, di energia
ed entusiasmo. È inoltre interessante notare che nell'organico della Banda
vengono inseriti, per la prima volta, la "bucina" e la "tuba curva",
strumenti musicali romani raffigurati sulla Colonna Traiana e
probabilmente ricostruiti secondo i disegni di David.
La "bucina" produceva un suono assolutamente nuovo e terribile, mentre la
"tuba curva" aveva un timbro cupo e forte. Particolari studi di questi
strumenti antichi sono stati fatti recentemente dallo studioso americano
Walter Sherwood Dudley (4) e dall'italiano Renato Meucci (5).
II "Te Deum" di Gossec
Una grande festa venne organizzata il 14 luglio 1791 per celebrare il
secondo anniversario della presa della Bastiglia. Non fu una cerimonia
così grande come quella del 1790 ma, tuttavia, ebbe un grande successo. Di
tale cerimonia, ci è stato dato un resoconto dal diplomatico inglese Lord
Palmerston: "La messa, celebrata con musica, durò a lungo e terminò con la
processione delle bandiere intorno all'altare per ricevere il nastro con i
colori nazionali. Per l'occasione, venne eseguito il "Te Deum" di Gossec,
che impegnò un grande coro ed una numerosa orchestra di strumenti a fiato.
Una distinta differenza, rispetto alla cerimonia del 1790, fu l'assenza
del Re. Applaudito allora, oggi è prigioniero senza alcun supporto fra la
popolazione" (6). Questo fatto fu sottolineato in un articolo del giornale
"Bouche de fer" (15 luglio 1791) "...Il nome del Re fu cancellato
dall'altare e 300.000 persone gridavano: 'Vivete liberi senza il Re'.
Luigi XVI, a causa della sua precaria posizione politica, accettò di
firmare la nuova Costituzione. La cerimonia di questo avvenimento ebbe
luogo al "Champs di Mars" dove venne eseguito il "Choeur Patriotique" di
Gossec con la partecipazione delle masse corali del Teatro dell'Opera, del
Teatro Feydeau e della Cappella Reale.
La descrizione di un'altra cerimonia per la nuova Costituzione, che si
tenne a Strasburgo, ci viene raccontata da Rouget de Lisle, autore del "Chant
de guerre pour l'Armé du Rhin: "Nella piazza d’armi di Strasburgo venne
eseguito 'l'Hymne de la Liberté' da un'orchestra di fiati di 1.200
suonatori diretta da Ignaz Pleyel. I musicisti suonavano dapprima una
strofa, poi essa veniva ripetuta dall'immensa folla che riempiva la piazza
e poi veniva ripetuta dalle Bande militari dei reggimenti della
guarnigione" (7). .
L'ultimo anno della Monarchia vide la sua progressiva caduta di autorità.
Le elezioni per la nuova assemblea legislativa si tennero in un'atmosfera
agitata, soprattutto da parte dei giornali che a Parigi annoveravano ben
133 testate. Altri gruppi attivi erano i Clubs, una specie di partiti
politici.
La monarchia appoggiava in tutti i modi le forze antirivoluzionarie che
agivano all'interno ed all'esterno dell'Austria e della Prussia.
Di fronte a questa grave situazione, prendeva sempre più consistenza il
pericolo di una aggressione da parte dell'Austria e della Prussia. Difatti
la situazione si era ulteriormente aggravata ed il 20 aprile 1792
l'Assemblea Nazionale di Parigi dichiarò lo stato di guerra contro
l'Austria.
Le truppe francesi schierate sul Reno e la Mosella furono dichiarate in
stato di allarme. La proclamazione di guerra giunse a Strasburgo il 25
marzo ed il Governatore della città fece affiggere sui muri della città la
dichiarazione di guerra:
Alle armi, cittadini!
Il vessillo della guerra è spiegato!
Il segnale è dato. Alle armi!
Bisogna combattere, vincere o morire!
Da queste parole Rouget de Lisle trasse l'ispirazione per comporre "Chant
de guerre pour l'Armèe du Rhin" che diverrà poi la "Marsigliese".
L'Inno venne cantato a Parigi durante la "festa del 14 luglio" che avvenne
in un clima di grande entusiasmo e passione popolare, nonostante le
vicende belli che mettevano a dura prova il popolo francese.
NOTE BIBLIOGRAFICHE:
1) Pierre C. - Bernard Sarette et les originars du
Conservatoire de musique - Paris 1885.
2) Whitwell D. - Band music in the Band Franch Revolution - Tutzing
1979.
3) Cf. - Le concert spirituel... par Pierre C. - Paris 1900.
4) Dudley W.S. - Orchestration in the "musique d'Harmonie" of the
French Revolution - Berkeley 1968.
5) Meucci R. - Gli strumenti musicali romani e "Nuova Rivista musicale
italiana" - n° 3 luglio-settembre 1985.
6) P.A. Mignet - History of the French Revolution - London 1986.
7) Pierre C.- Les Hymnes et Chansons de la Revolution – Paris 1904 |