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VIAGGIO NELLE REALTÀ MUSICALI
BRESCIANE
UN SECOLO DI STORIA
LA BANDA DI DARFO
di GIACOMO CASADEI
Il libro "LA BANDA. Un secolo di musica, storia,
cultura nella città di Darfo Boario Terme" traccia la storia di questo
complesso musicale dalla sue origini ad oggi: il 1888 è formalmente
accettato come la data più probabile dell'origine della banda, anche. se
forse già attorno al 1850 esisteva in Darfo un gruppo di suonatori, forse
troppo esiguo per chiamarsi "musica" (questo era il termine usato in
quegli anni).
È encomiabile il lavoro di ricerca svolto dagli Autori in quanto gran
parte della documentazione storica ufficiale “è andata perduta a causa
dell'alluvione del 1960”; essi si sono allora rivolti "agli archivi
Parrocchiali, Comunali, Statali, in valle e provincia, alla biblioteca
Queriniana di Brescia e hanno arricchito le loro ricerche grazie ad alcuni
privati e alle interviste ai mu-sicisti anziani", attraverso i cui ricordi
hanno "riscoperto il sapore della vita d'altri tempi che si è ripresentata
con l'identica freschezza di allora".
Le vicende del complesso rispecchiano anche i problemi storici, economici,
politici e sociali che hanno caratterizzato la vita della nostra valle e,
in senso più Iato, quella nazionale.
Nel 1896, ad esempio, in seguito alla "riforma sulla Musica Sacra,
ispirata da San Carlo Borromeo nei due Concili I e VII" le bande sono
escluse dalle chiese e sono condannate "altresì le musiche eccessivamente
lunghe, profane, teatrali, volgari, triviali, ecc.".
Il parroco di Darfo vieta allora la partecipazione della banda alle
manifestazioni sacre perché il complesso musicale si presta ad
accompagnare anche quelle liberali o comunque non propriamente religiose,
come i funerali civili.
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la banda si divide per
divergenze politiche insanabili: si forma il "Vecchio Corpo Musicale" di
idee più tradizionaliste che accompagna le manifestazioni cattoliche e il
nuovo "Corpo Musicale Sociale Operaio", più legato alle innovazioni
politiche e sociali.
Nel 1923, quando crolla la diga costruita sul torrente Gleno, distruggendo
quasi totalmente Darfo, anche la banda si trova in gravi difficoltà e si
ricostituisce nel 1925 grazie all'aiuto economico di vari enti privati ed
all'appoggio del regime fascista che, dalla banda, si aspetta la
diffusione propagandistica della propria musica militaristica: si racconta
che, in una delle tante manifestazioni, si suonò "Giovinezza" per ben 27
volte, senza sosta!
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la banda si disperse per ricostituirsi
subito dopo la Liberazione, con l'appoggio finanziario di varie ditte del
paese e, più tardi, del Comune.
Nel 1970 il complesso musicale accoglie nel proprio organico la prima
ragazza che, resistendo alle critiche dei "benpensanti", apre la via alla
presenza femminile della banda che oggi è quasi pari a quella maschile.
Il libro riporta una ricca documentazione fotografica che rende partecipi
dell'evoluzione del complesso, oltre alla riproduzione di vari documenti
d'epoca.
Non mancano simpatici aneddoti che fanno capire come una banda non sia un
gruppo unito artificiosamente ma il risultato di un grande entusiasmo e
spirito di sacrificio che vengono ripagati da una salda amicizia tra i
componenti e dall'affettuosa riconoscenza del pubblico.
Ci piace concludere con le parole che gli Autori hanno posto al termine
della loro presentazione: "…la convinzione che i testi dovevano essere
scritti da noi. Se avessimo affidato questo compito ad un letterato, il
libro avrebbe presentato maggior correttezza nella sintassi e migliore
scorrevolezza nella lettura; d'altro canto però saremmo stati privati di
qualcosa che sentivamo nostro. Anche il lettore non avrebbe potuto
assaporare quella spontaneità che può uscire solo da chi, come noi, vive
intensamente (alcuni da 30 anni) all'interno della banda, sorretto dalla
passione per la musica e dai valori umani di amicizia, solidarietà e
volontariato".
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