Home Page

Associazione
 La Storia
 
I Maestri
 
Consiglio
 
Iscrizione

Attività
 Esecuzioni
 
Compositori   Bresciani
 Discografia
 Tesi
 Filmati Youtube
 Logotipo

Scuola
 Iscrizione
  Didattica

 
Opuscolo
  Banda Giovanile

Giornale
  La Storia
  
Indici
  
Primo Piano

Archivio Musicale
 Antico
 
Moderno

Associazione Amici della Banda
  

Varie

IMMS Italia

Link di interesse bandistico 

 

           

 

GLI STRUMENTI NELL'ORCHESTRA DI HAENDEL

UNA RICCA GAMMA ESPRESSIVA.

di Rinaldo Pellizzari
 

Nel 1985, per il terzo centenario della nascita di Haendel, la National Portrait Gallery di Londra organizzò la mostra: "Haendel: a celebration of his life and times 1685-1759". Al catalogo di tale mostra si rifà il presente articolo. Nell'introduzione del citato catalogo, vi è un saggio di Jeremy Montagu: "Haendel and the Orchestra", che qui viene in buona parte utilizzato e riassunto.

L'autore inizia lamentandosi della scarsità di documentazione storica rimasta. Infatti, in pratica, in connessione con l'attività di Haendel restano solo due inventari di strumenti: quello degli strumenti del Duca di Chandos fatto da Pepusch nel 1720 a Cannons (ove Haendel lavorò, per circa diciotto mesi, da metà agosto del 1717), e il catalogo di sir Samuel Hellier (1737-1784, appassionato musicofilo) degli strumenti di sua proprietà. Al riguardo è da notare che entrambi preferiscono i corni tedeschi, sia fatti a Londra da immigrati, che importati dalla Germania, e, mentre entrambi includono una tromba di Marris di Londra, sembrerebbe che la grande tradizione inglese di fabbricanti di ottoni si fosse interrotta. Può darsi che i costruttori inglesi si limitassero ancora al tipo di corno utilizzato per la caccia, e che solo dalla Germania si potessero ottenere i corni col canneggio più lungo ed il tono più smorzato utilizzabili per l'orchestra. L'unico strumento a fiato in legno a Cannons fu un fagotto tedesco. Hellier per i suoi legni si serviva dei migliori costruttori londinesi, principalmente Thomas Stanesby jr, che ebbe pure a che fare con Haendel. Furono gli Stanesby ed i loro contemporanei a perfezionare gli oboi, i fagotti, il flauto traverso e quello diritto inglesi. Molti dei cambiamenti relativi ai citati strumenti ebbero luogo durante l'attività di Haendel a Londra, ed è molto frustrante che noi non, possiamo sapere che tipo di strumenti fossero usati dai singoli membri dell'orchestra di Haendel.

La principale fonte d'informazione per i tipi di strumenti di Haendel è data dalle sue partiture. La maggior parte dei cambiamenti nella sonorità strumentale ebbe luogo nell'ultima parte del secolo diciottesimo, gli oboi diventando più stretti nel canneggio e più incisivi nel suono, i flauti diventando più forti (nel suono) e, a metà ottocento, ancora più forti. Inoltre la parola "flauti" subito dopo il periodo di Haendel cambiò significato: quando Haendel specificava "flauto", intendeva quello che oggi denominiamo flauto dolce (dritto), mentre quello che oggi chiamiamo flauto, era sempre detto da Haendel "traversa" (o flauto tedesco).

Fu il nascere dell'espressività della musica, il bisogno di suonare più piano o più forte se necessario, che uccise il flauto dolce e portò alla popolarità del flauto che conosciamo oggi. Anche il fagotto divenne più forte di suono e la strozzatura del buco della campana, così caratteristica del fagotto inglese della prima metà del secolo diciottesimo, fu tolta, con il risultato di una perdita di caratteristica tonale. Curiosamente il corno divenne più tranquillo, ma ciò avvenne perché i suonatori trovarono che potevano ottenere più note nel registro medio introducendo e muovendo la mano nella campana dello strumento. Più importante per la musica, tale scoperta significò che la gamma melodica del corno era un'ottava più bassa che nel periodo di Haendel. Così si può descrivere un cambiamento: da un tono per così dire rauco, utile per i luoghi di caccia nei primi anni della carriera di Haendel, alla qualità chiara e dolce degli strumenti di Hofmaster ad altri tipi del periodo medio e tardo di Haendel, e poi al tono vellutato del periodo di Mozart e Haydn, che poi si mutò nel suono pesante che conosciamo nell'orchestra moderna. Il principale strumento in ottone dell'epoca di Haendel era la tromba naturale, uno strumento magnifico che suonava nel settore più acuto della sua estensione. Haendel scrisse molti superbi "solo" per tromba, e ci sono pochi dei suoi oratori che non abbiano un "obbligato" per tromba e uno o più cori accompagnati da trombe e timpani. Pochi ebbero l'impatto del coro del Messia che fece scattare in piedi un re, ma anche oggi, con strumenti che producono una pallida ombra del suono della vera tromba naturale, noi ci alziamo in piedi per il coro dell'Alleluja in ricordo di quell’occasione.

I tromboni sembra che siano stati rari nella Londra di Haendel; egli li usò poco e non sembra che in Inghilterra siano rimasti esemplari di quell’epoca.

L'orchestrazione di Haendel era sempre efficiente e, normalmente parsimoniosa, ottenendo il massimo effetto e la maggiore caratterizzazione, e da nessuna parte questo è più visibile che nel suo uso degli ottoni, specie le trombe ed i timpani. In lavori come il Messia essi sono riservati per le più grandi occasioni, i timpani si odono solo nell'Alleluja e nei due cori finali.

I timpani di Haendel erano normalmente piccoli, ma poiché suonati con bastoncini dalla testa di legno, il loro suono era chiaro ed il ritmo preciso. In rare occasioni Haendel ricorreva all'Armeria Reale per un paio di timpani più grandi conosciuti come "doppi", perché erano il doppio del normale in diametro, ed un'ottava più bassi. Il loro suono è non solo più basso dei timpani ordinari, ma anche molto più chiaro.

Le linee di soprano dell'orchestra di Haendel erano normalmente suonate dai violini in due, e spesso tre linee, più almeno due oboi e molto spesso quattro. Gli oboi suonavano insieme con le due parti di violini come regola generale, senz'altro ogni volta che le linee dei violini son segnate "tutti", stando in silenzio quando i violini sono segnati "solo", e naturalmente spesso hanno le loro parti specifiche. La linea media era coperta dalla viole e talvolta dai violini terzi. Le viole erano occasionalmente divise, dato che il concetto più antico di parti di contralto e di tenore era ancora in qualche modo vivo. Le parti basse erano affidate al violoncello e al contrabbasso accompagnati dai fagotti, ancora norma!mente due e talvolta quattro, che suonavano con loro, proprio come gli oboi suonavano con i violini e, ancora, spesso, con le loro parti indipendenti. La linea del basso era rinforzata dagli strumenti del basso continuo, quelli capaci di accompagnamento per accordi come l'organo, il clavicembalo, basso liuto o tiorba e arpa. In molti suoi lavori Haendel scrisse parti per il flauto (dritto) normalmente il soprano, ma, a volte, taglie più piccole O più grosse, e anche per il "traversa". Parti per corni sono frequenti come quelle per trombe e timpani.
Sebbene sembri che il clarinetto fosse poco conosciuto in Inghilterra prima della metà del settecento, abbiamo la testimonianza delle opere di Haendel: Tamerlano (1724) e Riccardo I (1727) che almeno due suonatori possedevano tali strumenti. In aggiunta c'è, nella Collezione Dayton Miller nella Libreria del Congresso, una canna di clarinetto di Stanebsy jr, che deve essere antecedente al 1754.
 

Comunque il primo costruttore inglese di cui siano rimasti strumenti è George Miller, e Halfpenny ha proposto che questo paio di clarinetti, esposti alla mostra, siano non solo il suo lavoro migliore ma anche il più antico, datando forse al 1760; le campane sono del tipo inglese antico conico (invece del tipo svasato più tardo), e la campana ed il segmento più basso sono fatti in un pezzo solo, entrambi segni caratteristici dei primi strumenti di Miller. Materiale: legno di bosso color guscio di tartaruga, con montature in avorio e chiavi in ottone; originariamente 5 chiavi; più tardi ne fu aggiunta una sesta per i trilli, e questi potrebbero esser stati i primi clarinetti inglesi ad adottare questa chiave che è sul lato sinistro dello strumento anziché sull'usuale destro.