|
UN PERCORSO DIDATTICO
LE IMPRESSIONI DEL SUONO, DEI COLORI, DELLE PAROLE
di Raffaele Olivieri
Ricordo che da bambino rimasi molto colpito dai
quadri degli impressionisti: erano come un insieme di macchie, e cosi
indefiniti mi facevano pensare alla musica. Quando molto più tardi
ascoltai Debussy, mi resi conto che la sua musica è davvero la stessa
cosa: blocchi timbrici, polvere aerea che apparentemente è priva di
un'organizzazione (in realtà è organizzata, non da una forma esterna ma al
suo stesso interno).
Quei quadri e quella musica erano proprio come un punto, il primo anello
di una catena che faceva nascere in me tante cose: ricordi, sensazioni
impalpabili provate correndo per la campagna torinese, impressioni
liquide, acquatiche che ora riaffioravano, improvvisamente sollecitate.
Un giorno provai persino a sedermi al pianoforte mettento una ballerina di
Degas al posto dello spartito; ma questo esperimento sull'ispirazione non
ebbe nessun risultato.
Miles Davis, dicono, è riuscito a fare una cosa simile facendosi scorrere
davanti le scene di un film francese "Ascenseur pour l'echateu''. A parte
il fatto che non sono bravo come lui, non so davvero quanto ciò sia
possibile: la musica nasce da un'emozione, un'impressione che come tale è
in noi e non è mai provocata direttamente dall'oggetto che ci stimola.
Molti anni dopo ho voluto provare a scuola: perchè non provare, in chiave
didattica, a realizzare la stessa operazione che è tipica
dell'impressionismo in campo estetico? Stimolare, quindi, i ragazzi con
musiche, pitture, poesie. Poi continueranno loro stessi inventando,
producendo.
Questo potrebbe aiutarli a guardare dentro di loro pensavo e insieme anche
fuori; del resto l'impressionismo è la prima delle avanguardie e apre la
strada all'arte contemporanea, quella segnata dal tramonto del
descrittivismo e dall'inizio dello psichismo. Il mondo esterno inizia a
essere filtrato dall'Io (più tardi, con il surrealismo, dall'inconscio)
prima di diventare arte, e la rivoluzione artistica del '900 parte proprio
dalle impressioni, territorio di confine e di scambio fra mondo esterno e
mondo interno
Del resto la realtà di oggi, in continuo processo di frantumazione e
perdita dei significati, è piena di elementi impressionistici (immagini
allusive, testi di canzoni come macchie visive e sonore, prive di concetti
e azioni compiute, titoli di giornale che puntano più sul gioco di parole
che sul significato).
Ma vediamo come ho realizzato quest'esperienza in classe, in una seconda
media di una scuola della Franciacorta.
* * *
I Fase: OSSERVAZIONE DIRETTA
(partiamo direttamente dal testo, evitiamo le solite impostazioni da
manuale del tipo "introduzione generale - vita dell'artista - poetica -
opere da ricordare" che elimina la continuità passato presente e fornisce
una visione individualistica e collezionista della storia delle arti).
Osserviamo alcuni dipinti:
"impressione al levar del sole" (Monet)
"Madame Cezanne nella serra" (Cezanne)
"Cattedrale di Rouen al tramonto" (Monet)
Ascoltiamo alcuni frammenti musicali:
da "Riflessi sull'acqua" (Images l di Debussy)
e da "Gioco delle onde" (La mer di Debussy)
Leggiamo una poesia:
“Temporale" di Pascoli
II Fase: IPOTESI - DISCUSSIONE – VERIFICA
"Che cosa potrebbero essere?"
Qualcuno dice: "è una musica per film'"
Un altro: "Vediamo se ci fa venire in mente delle immagini".
I ragazzi si accorgono che sono tutte diverse (sono arrivati a capire la
soggettività) e che hanno a che fare con una natura che per loro è
"indefinita, imprecisa".
Confronto con la poesia: "anche qui c'è la natura, mancano le persone,
mancano i verbi, le immagini sono tutte allineate."
Confronto con i quadri: "le persone ci sono, ma non hanno un'espressione
chiara nel viso, non si capisce bene. Anche qui la natura, ma una natura
indefinita."
III Fase: INTERPRETAZIONE DEL CONTENUTO
"Che cosa ci dicono?"
Dalla discussione emergono pace, sonno, noia, leggerezza, silenzio...
IV Fase: ANALISI
"Come sono fatti?"
musica: melodia, armonia, trimbro, altezza, durata. immagine: toni,
colori, piani, pennellate, ecc... poesie: scelta dei vocaboli, assenza del
verbo, suono delle parole, ecc...
V Fase: GIUSTIFICAZIONE DELL'INTERPRETAZIONE ATTRAVERSO L'ANALIS
"Come ce lo dicono?"
(È la più difficile per i ragazzi. N ella nostra cultura esiste una forte
scissione fra il discorso sul segno [tecnicismo specialistico musicale,
pittorico, letterario] e sul significato [quello che la gente dice sulla
musica, sulla pittura, sulla letteratura]. Il vero significato è infatti
di carattere sociale, è quello che il ricevente attribuisce al prodotto
estetico, ed è quasi sempre diverso da quello attribuitovi dall'emittente.
Questa frattura è da attribuire quindi in gran parte al divario
pubblico-artista del '900 e alla crisi della comunicazione estetica in
generale).
I risultati:
La musica ce lo dice con: il silenzio; con certi timbri (pianoforte
registro acuto); con il contrasto dei timbri (scuro-chiaro); con il
contrasto di altezza (grave-acuto); con certe scale (esatonale,
cromatica).
La pittura ce lo dice con: assenza di gerarchie fra elementi; la luce;
ecc...
La poesia ce lo dice con: scelta di certi vocaboli; l'assenza di sintassi;
ecc...
Altre osservazioni: dall'impressionismo al simbolismo il passo è breve.
Già qui ricorre spesso nei titoli o sulle impressioni l'immagine
dell'acqua.
È l'acqua come simbolo di ritorno alle origini, alle acque materne, a una
quiete vista non come assenza di conflitti ma come risultato di conflitti
rimossi. Si potrebbe usare, come dice Cristina Baldo, la metafora dello
stagno (staticità non ripetitiva, tempo dilatato, stupore).
VI Fase (PRE-OPERATIVA)
I ragazzi si accorgono che la musica non si ripete mai perche, se si
ripetesse, ci sarebbe la predominanza di un elemento sugli altri (tema).
Sono vicini all'idea di flusso associativo, cosi spesso utilizzata nella
produzio-ne artistica decadente (Joyce, Proust).
VI Fase (OPERATIVA)
"Provate con i suoni"
Usando le seguenti regole (sono semplici indicazioni di stile e non di
forma-struttura, n.b.): i suoni devono essere sullo stesso piano; non
devono subire ripetizioni; è bene utilizzare la scala esatonale,
cromatica, gli accelerando e i rallentando; è bene scegliere con
chiarez-za i timbri e motivare la scelta.
I ragazzi scelgono campanelli, fischi, acqua, metallofono, glockenspiel.
Qualcuno suggerisce un verso di animale, senza sforzarsi di riprodurlo
esattamente (basta suggerirlo).
"Provate con i colori"
Il lavoro è stato seguito dall'insegnante di Educazione Artistica.
"Provate con le parole"
Usando queste regole: assenza di verbo (il verbo è un fare, le impressioni
significano ricevere); vocaboli: attenzione al suono della parola e non al
suo significato; evitare riferimenti drammatici.
VII Fase: "IN CHE COSA RITROVIAMO ELEMENTI IMPRESSIONISTICI OGGI?"
Ricerche: nella pubblicità; nei titoli di canzoni; nei testi di canzoni;
nella musica per film. |