Home Page

Associazione
 La Storia
 
I Maestri
 
Consiglio
 
Iscrizione

Attività
 Esecuzioni
 
Compositori   Bresciani
 Discografia
 Tesi
 Filmati Youtube
 Logotipo

Scuola
 Iscrizione
  Didattica

 
Opuscolo
  Banda Giovanile

Giornale
  La Storia
  
Indici
  
Primo Piano

Archivio Musicale
 Antico
 
Moderno

Associazione Amici della Banda
  

Varie

IMMS Italia

Link di interesse bandistico 

 

           

 

LE "BANDS" AMERICANE AGLI ALBORI DEL JAZZ

di Giovanni Ligasacchi

Sulle origini e sulla etimologia della parola "jazz" nulla si è potuto accertare nonostante le accurate ricerche compiute soprattutto negli Stati Uniti.
Quando, nel 1916, la "OriginaI Dixieland Jazz Band" diretta da Nick La Rocca, si trasferì da New Orleans verso il nord, a Chicago e New York, la parola "jazz" non aveva alcun significato per l'americano medio e la musica che essa esprimeva rappresentava soltanto una novità e un motivo di curiosità.
Quando la "band" di Nick La Rocca lasciò New Orleans, la musica jazz esisteva, in quella città, da oltre 15 anni e aveva alle spalle una storia secolare. Nella seconda metà dell'800 gli schiavi negri si riunivano nei giorni di festa nella Congo Square, la piazza degli schiavi di New Orleans: si faceva musica, si ballava e si cantavano i "work songs" che rappresentavano un conforto nella quotidiana fatica. Queste manifestazioni esprimevano il dolore e la sensibilità dei negri americani. Gli spirituals e i blues con le loro caratteristiche ritmiche e melodiche si fusero gradatamente con elementi tratti da musiche importate negli Stati Uniti dagli emigranti europei. Attorno al 1900 i blues vocali divennero anche strumentali e le Brass Bands (fanfare) inserivano nel loro repertorio, oltre i blues anche spirituals e ragtimes.
Alla definizione del linguaggio del primo jazz contribuì in maniera determinante l'adozione da parte dei negri degli strumenti musicali. Gli eserciti che avevano combattuto nel sud la Guerra di Secessione avevano lasciato un po' ovunque cornette, trombe, clarinetti, tromboni, tube e tamburi. Questi strumenti venivano venduti a basso prezzo e questo favorì la costituzione di numerose bande che divennero, nei primi anni del '900, uno dei più tipici elementi di colore della città di New Orleans. Queste bande sfilavano per le strade ad ogni occasione, prendevano parte a feste religiose e civili e partecipavano ai funerali seguendo il corteo funebre al cimitero.
Una preziosa testimonianza dell'attività e dei programmi musicali che venivano eseguiti da questi complessi ci è stata tramandata dalla Casa Discografica Victor già attiva prima della fine dell'800. Queste registrazioni, che risalgono al 1900, sono state recuperate dalla Casa discografica RCA e raccolte nella collana "Ragtime", Cake Walks, Military Bands, Ragtime orchestras, Conn Contest, Bules and Jass Volume 2 (1900-1921). In questa raccolta sono presenti esecuzioni della Sousa's Band che esegue con il gruppo del trombonista Arthur Pryor, "Whistling Rufus" registrate a New York il 3 ottobre 1900. La "band" di Patrick Conwaty, la più rinomata in quel periodo, esegue "Two key Rag" di Joe Hollander, mentre la famosa "Victor Military band" suona in modo stupendo "Slippery PIace Rag" di Hacker e "Alexander Ragtime Band" di Irvin Berlin. L'orchestra dei "Six Brown Brothers" composta esclusivamente da saxofoni esegue in maniera splendida "The morning Saxofone Rag" registrata nel 1914. Nello stesso anno ''l'Europe Society Orchestra" registra "The castles in Europe" - One step di James Eurape.
Negli anni successivi si impongono all'attenzione del grande pubblico i complessi "Earl Fuller's Famous Jazz Band" (1917) e Eubie Blake and his "Shuffie Along" Orchestra, che registra nel 1921 a New York "Baltimora Buzz" e "Bandana" di Sussle Blake.
In queste "bands" suonavano, nel secondo decennio del secolo, i pionieri del jazz: i cornettisti Buddy Bolden, William "Bunk" Johnson, Oscar' Papa Celestin, Freddie Keppard, Joe "King" Oliver, i clarinettisti Alphonse Picau, Sidney Bechet, Albert Nicholas, Lorenzo Tio, Omen Simeon, il pianista Jaelly Roll Morton, il trombonista Kid Ory e il batterista Jack "Papa" Laine e altri.
Le bands nere si esibivano nei locali dei Storyville, il più malfamato quartiere di New Orleans.
Questi complessi suonavano nei bar, nelle bische e nelle case di piacere ed erano composti da clarinetto, tromba, trombone con l'aggiunta del pianoforte e del banjo. Successivamente furono impiegati altri strumenti (contrabbasso, percussioni, saxofoni ecc.) e nei quartieri bianchi le orchestrine impiegavano anche il violino. Pochissimi tra i componenti delle "Bands" o delle orchestrine sapevano leggere la musica: quasi tutti suonavano "ad orecchio" e variavano la melodia improvvisando con l'estro del momento. Ciò riusciva abbastanza facile negli "a solo".
In questo modo di suonare erano particolarmente abili i cornettisti che godevano di grande popolarità come improvvisatori.
Fra questi era il leggendario Buddy Bolden, un "barbiere mezzo giornalista e mezzo musicista" che finì i suoi giorni in un manicomio dopo essere stato incoronato "re del jazz".
Fino al 1917 il jazz rimase confinato a New Orleans, anche se diversi musicisti si erano trasferiti, in cerca di fortuna, in California, a Chicago, a New York e in altre città americane.
Negli anni successivi la seconda guerra mondiale si era affermata la seconda generazione di musicisti jazz. Tra questi Louis Armstrong che per oltre vent'anni sarà il protagonista principale della musica jazz. Rinchiuso bambino in un riformatorio, Armstrong aveva iniziato a suonare la cornetta e in breve tempo, ancora adolescente, era conteso dalle maggiori orchestre.
Con la generazione di Armstrong il jazz aveva ormai invaso tutta l'America e l'Europa. L'era del jazz influenzò profondamente la vita musicale "colta" non solo dell'America ma di tutto il mondo.
I grandi solisti come Armstrong, Benny Goodman, Coleman Hawkins, Duke Ellington e altri avevano contribuito a rinnovare la tecnica strumentale scoprendo nuove possibilità e inediti orizzonti sonori che contribuiranno a creare una nuova "civiltà strumentale" che influirà notevolmente sulla musica contemporanea.