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A TRENT'ANNI DALLA MORTE

GIUSEPPE BENEDETTI MICHELANGELI

di Giovanni Ligasacchi

Trent'anni orsono, il 20 gennaio 1957, cessava di vivere il Maestro Giuseppe Benedetti Michelangeli, uno degli uomini più prestigiosi del mondo della musica bresciana.
Nato a Foligno nel 1882 da una nobile famiglia della città umbra, compì gli studi a Perugia e a Roma dove si laureò in giurisprudenza e in filosofia, diplomandosi in pianoforte e composizione al Conservatorio S. Cecilia.
Compiuti gli studi si impegnò alternativamente come avvocato e come insegnante di pianoforte e di composizione.
Successivamente si recò a Berlino per approfondire gli studi musicali e di giurisprudenza.
Purtroppo il soggiorno berlinese fu bruscamente interrotto a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Tornato in Italia si arruolò come ufficiale e combatté sul Carso e su altri fronti dove conobbe il calvario e le sofferenze della guerra che tanto sangue costò al nostro paese. Gravemente ferito, fu decorato al valor militare.
Dopo aver conosciuto vari ospedali approdò nella nostra città.
Superato il lungo periodo di convalescenza, riprese la sua attività di avvocato in una grande industria bresciana e, nel tempo libero, riprese la sua attività di insegnante di pianoforte e di composizione. Finalmente decise di dedicare tutta la sua attività all'insegnamento musicale creando una prestigiosa scuola che coinvolgerà una schiera di giovani allievi che costituiranno una presenza incisiva nella vita musicale bresciana.
Fra i suoi allievi ricordiamo Giuliana Guidetti, Bianca De Giacomi, Roma Ferrari, Mimi Milana, Albertina Gallarotti, Vincenza Desenzani, Giuliana Moretti, Melina Pecoraro, Antonio Meneghetti, Gino Fogliata, Giovanni Ravelli, Carlo Bossini, Mario Conter, Gabriele Gregori, Giuseppe Metelli e altri.
In pochi anni il Maestro si conquistò la stima, l'amicizia e l'affetto di Isidoro Capitanio, Paolo Chimeri, Marco Enrico Bossi, Luigi Manenti, Franco Margola e di tutti i musicisti bresciani.
All'indomani della sua morte, Mario Conter scriveva nel necrologio... "Uomo di vasta cultura ed aperto ad ampi orizzonti di sorprendente magnanimità, il Maestro Giuseppe Benedetti Michelangeli ebbe a trasmettere ai figli Arturo ed Umberto il suo immenso amore per la musica.
Conversatore finissimo, spirito arguto e piacevolissimo, i suoi insegnamenti spaziavano ben oltre l'orbita strettamente musicale. La sua vita fu esempio di sapere, di bontà e di modestia".
lo personalmente lo ricordo con particolare gratitudine per avermi accolto, bambino, nella sua scuola come "allievo gratuito" essendo orfano e ospite del Pio Istituto Derelitti.
Il suo esempio e la sua grande sensibilità furono per la mia triste infanzia una grande e indimenticabile momento che rimarrà indelebile per tutta la vita.
Grazie alla squisita gentilezza della Professoressa Roma Ferrari, allieva prediletta del Maestro, possiamo ora conoscere le composizioni di Giuseppe Benedetti Michelangeli, che dimostrano il suo alto magistero ed il suo talento creativo.
Fra le sue opere è particolarmente importante e ispirata la "Zingaresca" dal concerto per pianoforte op. 22, edita dall'editore Bongiovanni di Bologna, nel 1911. Delicatamente romantica è la "Serenata per violino e pianoforte" dedicata all'amico carissimo Isidoro Capitanio.
All'esimio pianista e didatta Giovanni Anfossi (maestro del figlio Arturo è dedicata "Carillon", pagina di grande freschezza: un prezioso gioiello.
"Nuvoletta" è una graziosa composizione ricca di sviluppi contrappuntistici che il Maestro volle dedicare a Marco Enrico Bossi.
Altre composizioni, in gran parte scritte a scopo didattico, non furono stampate e sono custodite dalla Professoressa Roma Ferrari.
Egli, con la sua opera di insegnante e di compositore, fu uno dei personaggi più illustri nel campo della musica bresciana che merita di essere conosciuta e studiata soprattutto dai giovani che poco o nulla conoscono dei compositori bresciani.