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IN RICORDO DI GIULIO TONELLI

UNA TENACE PASSIONE PER LA MUSICA

di Giuseppe Perucchetti

Organista, compositore, maestro di coro, insegnante privato e in Conservatorio, di quest'ultimo fu anche Direttore nel momento di passaggio dalla gestione comunale a quella statale.
Ma parlare di Giulio Tonelli oltre il profilo artistico, vuol dire considerare una persona che per oltre mezzo secolo ha speso la propria vita per la promozione e diffusione della musica, in particolare della musica sacra, e della pratica musicale.
Vuoi dire mettere in evidenza una attività intensa e producente quanto modesta, nascosta e sommamente disinteressata come era nel carattere tipicamente bresciano della persona e quindi anche, a volte, scomodo.
Conoscitore della tecnica compositiva, strumentale e della storia musicale, andava diritto per la sua strada, anche solitaria, nella convinzione che primarie funzioni del musicista non di routine, sono l'insegnamento e la promozione di iniziative che rispondano a bisogni effettivi.
Egli ha insegnato tutta la vita fino all'ultimo istante, ha promosso iniziative durevoli quali l'istituzione, fin dal lontano 1930, di una scuola di organisti parrocchiali dedicata a Pier Luigi Cottinelli che tuttora opera a livello cittadino e provinciale con risultati di altissimo valore se si pensa che essa ha consentito, nei lunghi anni in cui la pratica organistica è andata spegnendosi, di tenere viva una tradizione di esperienze didattiche ed esecutive e di valorizzazione del grande patrimonio artistico legato alla musica sacra. Collegata a questa attività è la pratica corale. Tonelli, oltre alla direzione fin dal 1938 della Cappella di S. Gregorio Magno alla “Pace”, ha attivato, con un lungo e paziente lavoro, l'istituzione di corali in numerosi centri della città e della provincia, prestando assistenza e stimolandone con la presenza e l'entusia-smo la continuazione attiva.
Se tanti organi delle nostre Chiese suonano ancora e se c'è un rifiorire di formazioni corali a livello parrocchiale e comunale, lo dobbiamo per molta parte al suo lavoro e alla sua costanza. Sua l'idea realizzata con tenacia e grave sacrificio personale, di unire più corali per grandi manifestazioni; abbiamo ancora presente la grande Messa a chiusura della visita a Brescia di Giovanni Paolo II, in cui Tonelli ha diretto oltre mille cantori di diverse corali con risultati di grande rilievo come l'eccezionale celebrazione liturgica richiedeva.
Chi, e sono tanti, ha avuto l'occasione di partecipare alle sue esecuzioni musicali e chi l'ha avuto come insegnante o come direttore del Conservatorio, non può dimenticare la sua mimica facciale, specchio del suo modo singolare di esprimere in rapido passaggio calore, ironia, compatimento, rabbia, sostegno, durezza e bontà. D'un pezzo solo, sapeva sorridere come essere tagliente e sferzante per cose e atteggiamenti che non quadravano con la sua visione di uomo semplice, duro prima di tutto con se stesso.