Home Page

Associazione
 La Storia
 
I Maestri
 
Consiglio
 
Iscrizione

Attività
 Esecuzioni
 
Compositori   Bresciani
 Discografia
 Tesi
 Filmati Youtube
 Logotipo

Scuola
 Iscrizione
  Didattica

 
Opuscolo
  Banda Giovanile

Giornale
  La Storia
  
Indici
  
Primo Piano

Archivio Musicale
 Antico
 
Moderno

Associazione Amici della Banda
  

Varie

IMMS Italia

Link di interesse bandistico 

 

           

 

di Giancarlo Facchinetti
 

Ho conosciuto il maestro Giovanni Ligasacchi nel lontano 1962, in occasione di un concerto della Banda cittadina “Isidoro Capitanio” a Brescia.

Mi colpì subito l’energia vitale e la musicalità di questo omino mingherlino.

Mi congratulai con lui sinceramente e diventammo subito amici. Quando seppe che ero in partenza per il Festival della Gioventù in Finlandia e che successivamente mi sarei recato nell’Unione Sovietica per una serie di concerti in varie città, mi diede appuntamento davanti al Municipio di Karkov in Ucraina, dove anche lui si sarebbe trovato, per proseguire i nostri discorsi riguardanti la musica colta e non colta, che si erano interrotti in Italia.

È inutile dire che non siamo riusciti a trovarci, perché abbiamo sbagliato via, giorno e luogo di incontro, anche per la difficoltà di leggere i nomi delle strade in caratteri cirillici.

Dopo circa un paio di anni, i componenti del complesso di strumenti a plettro “Costantino Quaranta” mi chiesero se ero disposto a prepararli per partecipare a un concorso internazionale, credo, in Olanda. Io accettai, ma quando ci venne comunicata la data delle prove del concorso, ho scoperto che coincideva con la data del mio matrimonio con Caterina. Il complesso era preparato; si trattava pertanto di trovare il direttore disponibile a recarsi in Olanda per dirigerli. Dopo una lunga riflessione, decisi di telefonare a Ligasacchi. Gli fissai un appuntamento a casa mia, venne, e dopo qualche attimo di titubanza, accettò di dirigere la “Costantino Quaranta” che portò alla vittoria del 1° premio assoluto.

Dopo questa esperienza la nostra amicizia si consolidò e i nostri incontri divennero più frequenti. I meriti di Giovanni Ligasacchi sono molti e io non starò qui a enumerarli ancora, dopo che altri suoi amici e collaboratori l’hanno fatto prima di me nei precedenti numeri di BresciaMusica.

Dirò comunque quali sono le iniziative più importanti che lo qualificavano, non solo sul piano musicale, ma anche sul piano sociale, persona assolutamente eccezionale.

Prima fra queste è la fondazione del “Centro Giovanile bresciano di educazione musicale”. Si tratta di una scuola di musica, dove si insegnano quasi tutti gli strumenti, in particolare i fiati, al fine di garantire un continuo ricambio di strumentisti per la Banda cittadina. Non dimentichiamo che anche il Conservatorio di Brescia, quando venne istituita la classe di corno, attinse elementi quasi tutti provenienti dal Centro di Ligasacchi.

Nella mia classe di composizione ogni tanto Giovanni mi mandava i suoi alunni più dotati. Potrei citare Claudio Mandonico, Arturo Andreoli e altri ancora.

Uno dei più grandi meriti di Giovanni Ligasacchi è stato anche quello di aver tolto dalla strada ragazzi che avevano una grave situazione familiare, i quali trovavano nel Centro un clima e una familiarità più unica che rara, grazie alla grande umanità del suo fondatore e dei docenti che vi operavano con grande passione e professionalità.

Dal Centro poi nasceranno iniziative varie, l’Orchestra Mandolini e Chitarre “Città di Brescia”, il Gruppo di musica antica “Paride e Bernardo Dusi” specializzato nella musica barocca, per non parlare di conferenze e lezioni su vari problemi di carattere musicale. Musicisti italiani e stranieri di passaggio da Brescia, ebbero modo di apprezzare questo centro, con tutte le iniziative fra le più varie che venivano svolte ogni anno.

Quando, ogni tanto, gli scrivevo qualche brano per vari strumenti di carattere didattico, mi dimostrava sempre una immensa gratitudine. Purtroppo una grave malattia, in questi ultimi anni, lo ha reso incapace di continuare a svolgere il suo lavoro, anche se aveva già costruito le basi per la continuazione delle varie attività, grazie anche alla capacità e professionalità dei suoi più stretti collaboratori.
Giovanni Ligasacchi, dopo un grande dolore provocato dalla scomparsa della sua piccola bambina, riuscì con enorme fatica a continuare il suo lavoro, anche se questa terribile disgrazia lo segnò irrimediabilmente.

Con la sua scomparsa credo di aver perso, non solo uno stimato collega al quale tutti volevano bene, ma per quanto mi riguarda, un fratello maggiore, saggio e ricco di umanità.